Storia

 Era un afoso sabato di luglio del 2002 e, siccome mi annoiavo, decisi di fare un salto agli immensi magazzini musicali Merula di Roreto di Cherasco (CN) dove ai tempi lavorava il mio amico Jhon Bergis. Dopo aver insultato un paio di clienti, Jhon mi mise in braccio questa chitarra dicendo che faceva per me. Per l'esatezza mi disse "Questa l'ha comprata un mese fa un poppettaro frocio che non capisce un cazzo di chitarre e me l'ha riportata indietro ieri... penso che sia la tua". Ed in effetti mi piaque molto e mi piaque anche il fatto di avere una chitarra praticamente nuova a duecento euro in meno (la pagai 850 euro). Questa chitarra mi sorprese subito per la scorrevolezza del manico, la varietà dei suoni ed un'estetica invidiabile. Anche se non ufficialmente, sostituì la mia Ibanez Jem flowers praticamente in tutti i concerti di tutte le formazioni fino al 2004 quando acquistai la 
Jem7VSBL.

Non diedi mai un nome a questa chitarra, l'ho sempre indicata come "L'Ibanez gialla" o "La gialla"; in occasione della stesura del sito decisi di darle il nome di un altro gatto speciale: "Cicci".

 

Caratteristiche tecniche

Modello: Ibanez S-Classic
Anno:2002
Matricola:
Colore: giallo tigrato
Corpo: mogano
Battipenna: non presente
Manopole: gomma nera
Chiavette: metallo colore nero
Selettore: plastica colore nero
Intarsi: nessuno
Tastiera: palissandro
Tasti: 22 jumbo con segnatasti in finto madreperla
Manico: pezzo unico in acero
Pickups: 2 Humbucking (ceramico al ponte ed alnico al manico)
Floyd rose: non presente
Modifiche: risettaggio con corde massimamente vicine alla tastiera

 
Breve storia della Ibanez S classic:

La ibanez S-Classic fu commercializzata dal 1997 al 2003 e poi di nuovo a partire dal 2008 in una nuova versione.
Il prezzo andava dai 550 ai 1200 euro a seconda della versione. La S deve la sua nascita alla volontà di riproporre una linea di chitarra "very slim" sulla falsa riga della serie prodotta del 1986 (alcune fonti affermano che S stia per "Slim" mentre altre sostengono che S stia per "Super Sleek").
La chitarra ebbe basso riscontro in Italia, ma discreto riscontro in giappone, America e Nord Europa grazie all'ottimo rapporto qualità prezzo ed alle finiture accattivanti. In Italia girò la voce per qualche tempo che Satriani avesse usato spesso questa chitarra per l'incisione dei pezzi più bluesy del suo repertorio.

Breve storia della Ibanez:

Nei primi del 1900, la Hoshino Bookstore di Nagoya, una delle più grandi e fornite librerie dell'intero Giappone, iniziò a produrre strumenti musicali di vario genere (organi a pedale, flauti ecc.) da poter essere venduti insieme agli spartiti nel suo reparto musicale.
Nel 1908, dopo un boom di vendite inaspettato, il ventitreenne Yoshitaro Hoshino decise di fondare la Hoshino Gakki Ten: un'azienda che produrrà strumenti musicali.
Nel 1929 la Hoshino Gakki Ten iniziò ad importare chitarre di produzione spagnola, le Salvador Ibáñez (dal nome del fondatore).
Nel 1935, la Hoshino si rese conto che la piccola fabbrica di Salvador Ibáñez non riesciva a soddisfare la sempre crescente richiesta di chitarre per il Giappone e dintorni, e così si decise di iniziare a produrre chitarre per conto proprio, mantenendo il nome "Ibanez". Questo fu il momento in cui la Ibanez nacque ufficialmente.
La Ibanez produsse chitarre classiche fino al 1963 circa, anno in cui iniziano a venire alla luce le prime copie dei classici di quei tempi: Gibson, Fender, Rickenbacker, Gretsch ecc.
Intorno al 1970 la Ibanez iniziò a produrre prodotti ottimi a prezzi stracciati. Oltre a questo, fu la prima ad offrire ai clienti dei negozi chitarre perfettamente settate; al contrario delle grandi marche blasonate del periodo e questo, che potrebbe sembrare un dettaglio, in realtà fece la differenza nelle vendite, esattamente quanto i prezzi convenienti. A questo punto i grandi marchi corsero ai ripari e vietaerono alla Ibanez di riprodurre i propri modelli.
Verso la metà del 1974, la Ibanez iniziò a produrre modelli propri, molti dei quali sarebbero poi divenuti dei classici, come la Iceman e la Artist. Alcuni dei chitarristi più famosi, come Jerry Garcia e Bob Weir dei Grateful Dead, iniziarono ad offrire la loro immagine alla Ibanez, e nacquero i primi "endorsements".
Negli anni '1980' la Ibanez creò modelli sempre più versati alla moda del momento: lo "shred" e il virtuosismo, pur cercando di mantenere rapporti col mondo del Jazz (George Benson e Pat Metheny già usavano chitarre Ibanez).
La Ibanez ben presto diventò uno dei leader del mercato con modelli rivoluzionari e molto apprezzati dai musicisti professionisti e non.
Sul finire degli anni '1980' la Ibanez diventò sinonimo di innovazione, avanguardia e irriverenza nei confronti della tradizione. Nacque il modello Jem, disegnato da Steve Vai, dal look shockante e dall'attitudine frizzante. Dalla Jem nacque la versione meno costosa RG, da allora il vero simbolo della Ibanez e ormai diventato un classico al pari della Fender Stratocaster e della Gibson Les Paul.
Alla Ibanez il mondo della chitarra deve la nascita dei nuovi modelli di ponti tremolo, sempre derivati dal sistema Floyd Rose ma ulteriormente migliorati (anche modelli con cuscinetti a sfera ZR Zero Resistance Tremolo); manici dai profili ultrasottili già performanti e forme aggressive o estremamente ergonomiche. Altro merito è stato quello di aver portato alla diffusione il modello di chitarra a 7 corde (Universe o RG7), la cui prima apparizione nella storia fu nei primi anni del ventesimo secolo ad opera di alcuni Jazzisti, ma poi presto dimenticata (Steve Vai è stato il più illustre crociato di questo modello, uscito nel 1991). Inoltre, dal 2007, fu prodotto anche un modello a 8 corde (RG2228) usato soprattutto nel metal, che oltre alla "classica" settima corda del Si basso, presentava anche un'ottava corda, il Sol basso.
Tra i tanti altri meriti, la Ibanez vanta quello di aver creato il famoso Tubescreamer, effetto overdrive a pedale per chitarra reso celebre da esponenti del blues come Stevie Ray Vaughan. Il TubeScreamer è un'istituzione ormai dai primi anni '1980', difficile non trovarlo tra i pedali dei chitarristi.
È doveroso citare alcuni dei personaggi che hanno contribuito a far diventare il nome Ibanez quello che oggi tutti conosciamo, cioè come il terzo polo mondiale chitarristico, insieme a Fender e Gibson, nonché il marchio più venduto in assoluto dagli anni '1990', ovvero: Fumio "Fritz" Katoh, Mitsuaki "Mike" Shimada, Roy Miyahara, Rich Lasner, Mace Bailey, Rob Nishida, Jim Donahue e Bill Reim.