Storia

Era l'estate del 2004. Essendo depresso avevo deciso che finalmente sarei entrato in possesso di una Jem come quella di Steve Vai, che fra noi chitarristi della zona era soprannominata "La sposa"; possedevo già un Jem flower, ma avevo provato la "Sposa" di un mio amico e sapevo che era un altro mondo.
Mi recai nel più grande negozio di musica del Nord Italia per essere sicuro di trovarla. Quando arrivai sul posto, mi dissero che l'ultima "Sposa" in negozio se l'era portata via un tizio due ore prima. Rimasi estremamente deluso perchè avrei dovuto aspettare più di un mese per l'arrivo di un'altra "Sposa". Cominciai a gironzolare per il negozio con al faccia mesta fino a che un commesso insospettito o pietoso (chi lo sa?!?) mi consigliò di provare una Jem che avevano in negozio da un po'. "E' una versione con caratteristiche identiche a quella che cercavi, ma ha delle finiture diverse che la rendono più costosa di circa ottanta euro; nessuno l'ha ancora presa in considerazione perchè tutti vogliono quella bianca", così disse e mi portò di fronte all'espositore in cui la chitarra stava appesa.
La guardai per circa cinque minuti in silenzio. Il blu è il mio colore preferito e le meccaniche color argento anticato mi piacevano da morire, ma quei brillantini nella vernice non mi convincevano. Il commesso, ora palesemente spazientito, mi chiese se volevo provarla ed io annuii in silenzio.
La "piccola" suonava che era un amore e così la comprai... con ottomilioni di comode rate mensili.
In quel periodo mi ero innamorato di una ragazza che si chiamava Virginia e, siccome quando guardavo Virginia pensavo "E' adorabile" e quando tornavo a casa e guardavo la Jem pensavo "E' adorabile", decisi di chiamare la chitarra "Virgi". Chiesi ad un mio allora collega di lavoro, bravissimo designer che aveva lavorato per grandi marchi come Fiat e Merlo, di crearmi una scritta da appiccicare sul corpo della chitarra e fu così che nacque definitivamente il mio sodalizio con Virgi. Penso che, oltre ad aver cambiato la mia vita musicale, questa chitarra abbia cambiato anche la mia vita sentimentale poichè sono convinto che uno dei fattori per cui feci inizialmente colpo su Virginia fu proprio il fatto di aver chiamato la chitarra col suo nome.

Caratteristiche tecniche

Modello: IBANEZ JEM7VSBL
Anno:2004
Matricola:
Colore: blu brillantinato
Corpo: ontano
Battipenna: plastica bianca
Manopole: metallo color argento anticato
Chiavette: metallo color argento anticato
Selettore: plastica bianca
Intarsi: madreperla color blu vino
Tastiera: palissandro
Tasti: W6105 (scavo dal 21° al 24° tasto)
Manico: pezzo unico in acero
Pickups: Di-Marzio Evolution (2 hunbuking ed un single coil)
Floyd rose: Edge pro colore argento anticato
Caratteristiche uniche Jem:
   * maniglia intagliata su parte superiore del corpo "Monkey Grip"

   * scavo nella cavità che alloggia il ponte "Lion's Claw"
   * intarsio in madreperla raffigurante l'Albero della vita che
     percorre tutta la tastiera (solo su alcuni modelli)

Modifiche: floyd-rose con movimento solo verso l'interno.

 
Breve storia della JEM:

Il chitarrista Steve Vai diventò promotore per la Ibanez dal 1986 e l'anno successivo fu prodotta la prima JEM, disegnata dallo stesso artista e dedicata fin dal principio a lui.
Esistono diversi modelli di JEM, la più nota è la JEM7VWH, nata nel 1993, dal corpo bianco col battipenna in madreperla e meccaniche dorate, che è quella che ha scelto di usare Vai in pianta stabile da quando fu creata (la sua JEM7VWH personale si chiama Evo).
Interessante è il fatto che, a parte la "7VWH", nessun modello resta in genere in produzione per più di quattro anni, questa tiratura limitata rende ogni JEM un pezzo da collezione.
In particolare il modello JEM7VSBL fu prodotto solo per 2 anni ed in Italia ne furono commercializzati solo una trentina di pezzi. In Italia questo modello ebbe poca fortuna in quanto ai tempi Steve Vai era al top della notorietà fra i chitarristi e tutti volevano il modello JEM7vWH, che fra l'altro costava circa 80 euro in meno della JEM7VSBL.


Breve storia della Ibanez:

Nei primi del 1900, la Hoshino Bookstore di Nagoya, una delle più grandi e fornite librerie dell'intero Giappone, iniziò a produrre strumenti musicali di vario genere (organi a pedale, flauti ecc.) da poter essere venduti insieme agli spartiti nel suo reparto musicale.
Nel 1908, dopo un boom di vendite inaspettato, il ventitreenne Yoshitaro Hoshino decise di fondare la Hoshino Gakki Ten: un'azienda che produrrà strumenti musicali.
Nel 1929 la Hoshino Gakki Ten iniziò ad importare chitarre di produzione spagnola, le Salvador Ibáñez (dal nome del fondatore).
Nel 1935, la Hoshino si rese conto che la piccola fabbrica di Salvador Ibáñez non riesciva a soddisfare la sempre crescente richiesta di chitarre per il Giappone e dintorni, e così si decise di iniziare a produrre chitarre per conto proprio, mantenendo il nome "Ibanez". Questo fu il momento in cui la Ibanez nacque ufficialmente.
La Ibanez produsse chitarre classiche fino al 1963 circa, anno in cui iniziano a venire alla luce le prime copie dei classici di quei tempi: Gibson, Fender, Rickenbacker, Gretsch ecc.
Intorno al 1970 la Ibanez iniziò a produrre prodotti ottimi a prezzi stracciati. Oltre a questo, fu la prima ad offrire ai clienti dei negozi chitarre perfettamente settate; al contrario delle grandi marche blasonate del periodo e questo, che potrebbe sembrare un dettaglio, in realtà fece la differenza nelle vendite, esattamente quanto i prezzi convenienti. A questo punto i grandi marchi corsero ai ripari e vietaerono alla Ibanez di riprodurre i propri modelli.
Verso la metà del 1974, la Ibanez iniziò a produrre modelli propri, molti dei quali sarebbero poi divenuti dei classici, come la Iceman e la Artist. Alcuni dei chitarristi più famosi, come Jerry Garcia e Bob Weir dei Grateful Dead, iniziarono ad offrire la loro immagine alla Ibanez, e nacquero i primi "endorsements".
Negli anni '1980' la Ibanez creò modelli sempre più versati alla moda del momento: lo "shred" e il virtuosismo, pur cercando di mantenere rapporti col mondo del Jazz (George Benson e Pat Metheny già usavano chitarre Ibanez).
La Ibanez ben presto diventò uno dei leader del mercato con modelli rivoluzionari e molto apprezzati dai musicisti professionisti e non.
Sul finire degli anni '1980' la Ibanez diventò sinonimo di innovazione, avanguardia e irriverenza nei confronti della tradizione. Nacque il modello Jem, disegnato da Steve Vai, dal look shockante e dall'attitudine frizzante. Dalla Jem nacque la versione meno costosa RG, da allora il vero simbolo della Ibanez e ormai diventato un classico al pari della Fender Stratocaster e della Gibson Les Paul.
Alla Ibanez il mondo della chitarra deve la nascita dei nuovi modelli di ponti tremolo, sempre derivati dal sistema Floyd Rose ma ulteriormente migliorati (anche modelli con cuscinetti a sfera ZR Zero Resistance Tremolo); manici dai profili ultrasottili già performanti e forme aggressive o estremamente ergonomiche. Altro merito è stato quello di aver portato alla diffusione il modello di chitarra a 7 corde (Universe o RG7), la cui prima apparizione nella storia fu nei primi anni del ventesimo secolo ad opera di alcuni Jazzisti, ma poi presto dimenticata (Steve Vai è stato il più illustre crociato di questo modello, uscito nel 1991). Inoltre, dal 2007, fu prodotto anche un modello a 8 corde (RG2228) usato soprattutto nel metal, che oltre alla "classica" settima corda del Si basso, presentava anche un'ottava corda, il Sol basso.
Tra i tanti altri meriti, la Ibanez vanta quello di aver creato il famoso Tubescreamer, effetto overdrive a pedale per chitarra reso celebre da esponenti del blues come Stevie Ray Vaughan. Il TubeScreamer è un'istituzione ormai dai primi anni '1980', difficile non trovarlo tra i pedali dei chitarristi.
È doveroso citare alcuni dei personaggi che hanno contribuito a far diventare il nome Ibanez quello che oggi tutti conosciamo, cioè come il terzo polo mondiale chitarristico, insieme a Fender e Gibson, nonché il marchio più venduto in assoluto dagli anni '1990', ovvero: Fumio "Fritz" Katoh, Mitsuaki "Mike" Shimada, Roy Miyahara, Rich Lasner, Mace Bailey, Rob Nishida, Jim Donahue e Bill Reim.