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Il colle di
Sampeyre rappresenta l'antica via di congiunzione fra la Valle Varaita e la
Valle Maira. Il percorso che proponiamo quì è breve (circa 140 km) e si
percorre in poco più di due ore e mezza, ma in questi pochi chilometri potrete
vivere intense emozioni grazie alla strada ed ai panorami che vi troverete
ad osservare. Iniziamo con lo specificare che il percorso non è dei più semplici. Ci sono tratti parecchio impegnativi con carreggiata stretta e spesso coperta da strati di detriti; l'asfalto è poco curato, rovinato ed in molti punti mancano le protezioni laterali che normalmente separano i burroni dai viaggiatori. E' una vera e propria "vecchia pista" con uno spruzzo di asfalto ed intense emozioni da regalare a chiunque voglia percorrerla. |
| Si parte come
sempre da Cuneo seguendo la direzione per Dronero; dopo circa venticinque
minuti si giunge nel paese in questione, punto di partenza per il percorso
vero e proprio. A Dronero inizia la Val Maira e si prosegue in direzione di Acceglio. Ad un certo punto (appena prima di Prazzo) troverete una deviazione per Elva... non prendetela, bensì proseguite ancora in direzione di Acceglio. Circa 2 chilometri più avanti, prima di un piccolo campeggio comunale, troverete sulla destra un'ennesima deviazione per Elva e sarà quella la strada che dovrete prendere. Fino a questo punto il percorso sarà stato piacevolmente scorrevole e ricco di curve veloci, ma non abituatevi troppo a tutto questo, perchè una volta svoltato a destra la musica cambierà totalmente. Il primo tratto di salità si presenta come una vera e propria scalata al picco di Elva. La strada stretta viaggia parallela al crinale, penetrando qualche volta nella nuda roccia in piccole, grezze ed anguste gallerie scavate nei primi anni del 1900. Sul lato destro vi troverete la roccia, mentre sul sinistro enormi dirupi con una vista a dir poco sbalorditiva. Questo è il tratto più ricco di emozioni dal punto di vista del puro brivido della guida. Il puro piacere di dominare ancora una volta la strada in sella alla moto. |
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Dopo qualche chilometro il
panorama cambia senza preavviso e ci si trova a correre nel bel mezzo di un
bosco davvero surreale. La moto si muove in mezzo alle ombre degli alberi e
si creano ovunque dei giochi di luce davvero particolari. L'atmosfera si fa
rilassata, fresca e quasi sembra che la vegetazione inghiottisca il turbolento
su e giù dei pistoni lasciando che l'identità di visitatore e visitato si
fondano in un tutt'uno. Nella parte iniziale del bosco troviamo molti frassini, betulle e qualche castagno; alberi che cedono presto il posto alle conifere man mano che si sale di quota. La strada ha una pendenza molto alta e si passa dai 600 ai 1400 metri in una ventina di minuti. Proseguendo nel percorso si giunge poi ad Elva, famoso per essere il comune con minor numero di abitanti d'Italia. Un caratteristico gruppetto di case in stile antico piemontese, frequentato da alcuni turisti amanti dei luoghi più isolati e tranquilli. Dopo Elva si continua a salire fino a raggiungere l'alpeggio. Un ennesimo drastico cambio di atmosfera attende il centauro. Spariscono gli alberi e si prospettano grandi prati verdi, dominanti la montagna. Anche il clima cambia e si fa più fresco e ventoso. Questo è il punto più frequentato dal turismo di massa, i cosiddetti "merenderos". Questo tipo di turismo rovina un po' l'atmosfera che è un misto fra il mistico ed il contemplativo. A rendere il tutto più allegro sono le mucche al pascolo che per niente intimorite dall'uomo si avvicinano incuriosite e spesso si lasciano accarezzare. A questo punto inizia la discesa verso la Val Varaita. |
| Il lato
valvaraitino è il peggiore dal punto di vista dell'asfalto: spesso uno
strato di ghiaia mista a polvere ricopre la strada ed in certi punti
l'asfalto perde addirittura la sfida con le forze della natura. La strada si
inoltra presto nuovamente in un bosco che risulta però essere totalmente
diverso da quello appena lasciato dal lato Maira. Qui dominano le querce, i
castagni e qualche faggio sparuto. L'ombra si fa più cupa e l'aria si
riempie del tipico odore di terra misto pigne tipico dei boschi della
vallata. Questo tipo di strada accompagna il centauro fino a Sampeyre, dove si imbocca la provinciale per raggiungere Costigliole Saluzzo e poi di nuovo Cuneo. Note di percorso: - La Val Maira è poco dotata di Bar e ristoranti. Risulta però discretamente dotata di distributori di benzina (uno ogni 20 km) |
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- Presso la deviazione per Elva è possibile il campeggio libero nel campeggio comunale. Il campeggio è dotato di bar, bagni, fontane ed essendo in riva al Maira permette la possibilità di rinfrescarsi nel fiume - Per concedersi una sosta tipo pic-nic (le nostre preferite) bisogna attendere di raggiungere la cima, poichè i crinali sono molto inclinati e non permettono di distendere il classico plaid per godersi una pausa rilassante. Commento finale: Siamo partiti per farci un giro tranquillo e goderci un picnic e ci siamo trovati di fronte uno dei più bei percorsi di tutta la nostra carriera di riders. Un percorso ricco di emozioni ed atmosfere. Il nostro consiglio è quello di concedersi un paio di soste per godere al meglio di tutte le atmosfere regalate da questo percorso. Spegnete la moto, chiudete gli occhi, fate un grosso respiro, riaprite gli occhi e godetevi quelli che vi trovate di fronte. |
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