Il colle dell'Agnello risulta essere un percorso dedicato ai motociclisti più esperti in quanto l'asfalto è sdrucciolevole, la carreggiata è piuttosto stretta ed i tornanti sono tutt'altro che semplici da impostare. 

Il percorso vero e proprio inizia a Piasco, dove ha inizio la famosa Valle Varaita. Da Piasco a Pontechianale le strade sono in ottimo stato, la carreggiata è larga e l'asfalto viene mantenuto costantemente in buono stato; i pochi tornanti presenti sono ampi e semplici da impostare.

Una volta superato il lago di Pontechianale la strada cambia aspetto: la carreggiata si stringe sempre più (negli ultimi 6 km la carreggiata lascia appena lo spazio per un'auto ed una moto affiancate), la strada diventa sdrucciolevole e piena di piccoli salti (fottutamente destabilizzanti), i tornanti non hanno un centro ed un raggio definito e sono difficili da impostare. Fino a fine giugno, a tutto questo si aggiunge l'acqua derivante dallo scioglimento della neve che in più punti scorre liberamente sull'asfalto.

Ovviamente tanta difficoltà viene ricompensata da panorami stupendi ed atmosfere particolari.

Inanzitutto da Piasco a Pontechianale si passano un decina di paesi tutti degni di essere visti e tutti promotori di svariate attività ricreative e non. Dopo Piasco troviamo Venasca, nota per la produzione del pane e per il grande mercato delle castagne; feste tipiche sono quelle di S.Lucia e la fiera d'autunno. Proseguendo sulla strada troviamo Brossasco, la capitale italiana del legno con 1200 anime che producono oggettistica varia in legno in circa 30 aziende; feste tipiche sono la festa del legno (1 maggio), la fiera di Ferragosto, la grande festa di Madonna della neve (in agosto) ed un'altra decina di feste mangerecce. Subito dopo il paese del legno troviamo Melle, paesino famosissimo per i formaggi ("tumin del mel") e per la conseguente fiera dei tumin. Seguono Frassino e Rore (noti agli amanti dell'ippica) e poi ancora Samperyre, ultimo punto di ritrovo del turismo di massa. Tutta una serie di piccoli paesi portano al lago artificiale di Pontechianale. La Val Varaita è soprannominata "valle smeraldina" e ben si capisce da dove deriva il nome quando si corre costantemente in mezzo al verde ed ai profumi degli alberi.

A Pontechianale la civiltà si ferma (grazie a Dio anche il turismo) ed inizia il colle vero e proprio.

Che dire del colle? Quando ci si trova ai suoi piedi non si può non rimanere impressionati. L'occhio rimane attirato dall'immane massiccio che conclude la valle, con la strada stretta che ci si abbarbica attorno. La prima volta che me lo sono trovato davanti ero in automobile eppure ho provato un certo brivido a pensare che sarei dovuto salire fino a lassù. La strada? La strada è stretta, piena di saltelli, sdrucciolevole e senza nessuna protezione fra voi ed il vuoto. Il panorama? Il panorama è incredibile. Man mano che si sale l'aria diventa più fredda e si condensa in una nebbiolina appena visibile che circonda i picchi ed i massi rocciosi fra i quali ci si muove; la strada da direttamente sul vuoto e permette una vista molto "aperta". I colori sono vividi e feroci nei confronti degli occhi; il verde dei campi lotta costantemente contro l'azzurro del cielo, mentre il grigio della pietra sembra non riuscire a trovare un proprio posto e si sposta continuamente creando nuove prospettive. La sensazione è quella di un'immane forza, forza mai domata... solo cavalcata. La linea di confine è a 2748 m di altitudine (solo 2 m più bassa del famoso passo dello Stelvio); il vento soffia in continuazione e l'atmosfera è selvaggia.

Negli ultimi chilometri è normale imbattersi in marmotte (per nulla spaventate dalla presenza umana), cavalli e mucche lasciati liberi a pascolare nelle rive verdi e scoscese; una cosa particolare che in altri luoghi d'alta montagna non si vede più.

Da Cuneo al confine ci sono circa 135 km.

Da Cuneo si seguono le indicazioni per Saluzzo; arrivati a Costigliole si seguono le indicazioni per Sampeyre e poi si prosegue fino a Pontechianale. Da Pontechianale in poi la strada è solo una.

Da segnalare:

- Il pane prodotto a Venasca

- Il piatto tipico della valle: Gnoc a la Val Varacio, gnocchi caserecci conditi con formaggi vari

- Le varie attività ippiche dislocate su tutto il percorso e concentrate in modo particolare a Frassino e Rore

- Il lago di Pontechianale dove è possibile fare cannottaggio, wind-surfing, lunghe escursioni in alta quota prendendo la seggiovia.

- Il panorama mozzafiato a qualunque altitudine

Note di percorso:

- Il percorso mette a disposizione tutta una serie di bellissimi prati per eventuali soste a pic nik ( le nostre preferite ) fra Brossasco e Maddalena

- L'ultima stazione di servizio si trova a Pontechianale, dopo questa la più vicina è ben dopo S. Veran (a circa 50 km)

- Fino a Pontechianale la strada è disseminata di bar ed ottimi ristoranti (occhio ai prezzi però)

- Il lato francese non viene quasi ripulito dalla neve, ne risultano delle condizioni poco agevoli al traffico fino a quando la neve non si è sciolta quasi completamente; al contrario il lato italiano è praticabile in genere già dai primi giorni di maggio

- In estate, il massaro del luogo porta le proprie greggi sull'alpeggio e le lascia libere di scorrazzare per i prati. Ne consegue che si possono incontrare sulla carreggiata capre e cavalli; più raramente anche delle mucche (in genere più timide).

- Sempre attenzione all'attraversamento marmotte