Malattie tipiche dei Ramirezi

Bisogna effettuare una doverosa premessa: i Ram si ammalano se, e solo se, allevati in condizioni non rispondenti alle loro esigenze biologiche primarie: l'alimentazione e l'acqua pulita: intesa come igiene generale e basso contenuto di sostanze azotate (NH3, NO2, NO3). Questi due fattori sono ancora più importanti dei valori biochimici di massima come pH e durezza.

Ichthyophtirius multifiliis

Incominciamo quindi con quello che normalmente viene definita la "malattia dei puntini bianchi", proprio perché il protozoo responsabile, Ichthyophtirius multifiliis si presente al nostro occhio come un puntino bianco sulla pelle del pesce. cura: I normali trattamenti commerciali sono sufficienti, accompagnati da un'innalzamento della temperatura almeno a 30°C, a debellare il parassita. Senza approfondire l'argomento (qualsiasi buon libro ne tratta in modo ampio) volevo in questa sede sottolineare il fatto che ogni singolo puntino al termine del suo ciclo vitale, produce diverse centinaia di cellule figlie; va da se che i vari trattamenti dovranno per forza di cose essere ripetuti fino alla scomparsa dell'ultimo puntino. Veniamo ora ad affrontare altri protozoi, che spesso danno sintomi esterni simili, come pinne chiuse e una accentuata ipersecrezione mucosa che da l'aspetto ai pesci di essere vellutati.

Ichthyobodo (Costia) necatrix

Ichthyobodo (Costia) necatrix: è un flagellato cutaneo che produce una patina translucida sul pesce e nei Ram la chusura delle pinne che diventano opache. La pinna dorsale rimane ripiegata e la caudale si chiude rimanendo appuntita. Questo parassita, a differenza degli altri descritti di seguito, ulcera facilmente la pelle, lasciando via libera a fungosi e batteriosi secondarie molto pericolose. cura:Bisogna intervenire subito con prodotti a base di acriflavina, accompagnati se possibile da  furanici contro eventuali batteriosi secondarie. Otre i 30° questo protozzo sembra non resistere.

Chilodonella

Chilodonella: altro ciliato che produce gli stessi sintomi, sebbene causi meno danni all'epidermide; la secrezione mucosa provocata da questo agente patogeno è più abbondante rispetto al precedente. Non scompare oltre i 30°C e colpisce spesso grossi Ciclidi  come Discus e Scalari e anche piccoli Ciclidi ne possono essere devastati, in particolare  dopo trasferimenti effettuati a basse temperature. cura:Si risolve nello stesso modo di Costia (escluso il fattore temperatura).

Cyclochaeta (Trichodina)

Cyclochaeta (Trichodina): non è un vero e proprio parassita, ma si nutre di batteri. Si presenta in gran numero in vasche dalla scarsa igiene, dove da "commensale" si può trasformare in parassita, attaccando la pelle dei pesci, in particolare giovani o deboli, perforandola e nutrendosi dei numerosi batteri che inevitabilmente si sviluppano sulle microferite. Anche in questo caso i sintomi sono uguali ai precedenti, sebbene nei Ramirezi si manifesti in particolare all'inizio con una specie di velluto che ricopre il muso e gli occhi. cura:A volte possono bastare cospicui cambi d'acqua. Altrimenti si procede come descritto per Costia.
Anche l'Amuchina che si può trovare in farmacia può risultare utile contro infestazioni non acute di questi protozoi, in dose di 1 ml su 5 L.

Batteriosi Varie

Varie batteriosi date da sintomi come: chiazze sanguinolente sull'epidermide, ulcere biancastre e pinne corrose. cura:possono essere utili antibiotici ad uso umano come la Chemicetina, (che contiene Cloramfenicolo - 4 g x100 L) e il Furadantin ( con Nitrofurantoina - 1g x100 L). L'amoxicilina, che è un antibiotico generico presente dei prodotti da farmacia Augmentin, Clavuina e Velamox, in ragione di 1 g x 100 L  è utile in fase iniziale. Sempre in fase iniziale possono risultare positive applicazioni locali di pomate oftalmiche antibiotiche, come il Colbiocin. Bisogna sempre considerare il fatto che gli antibiotici hanno una vita in acqua di una dozzina di ore e quindi è consigliabile l'associazione di disinfettanti di maggiore durata come Blu di Metilene (5 mlxL) o in casi gravi di acriflavina (3 mlxL). Si può optare anche per un trio (cloramfenicolo, furanico e batteriostatico) ma solo in casi disperati. Di sicuro effetto sono anche i vari prodotti antibatterci commerciali. Altri parassiti che possono colpire i Ram sono i vermi delle branchie. A dire la verità pesci sani e robusti sono in grado tranquillamente e senza sintomo di sopportare questi ospiti. Pare che ormai i vari rimedi chimici, compresa la formalina, sortiscano effetti dubbi contro questi metazoi. L'unico sistema sicuro per distruggere i Dactylogyrus, non è un sistema chimico, ma fisico, cioè immergendo i pesci colpiti per qualche minuto e sotto stretta osservazione, in acqua salata: in questo modo per osmosi i piccoli parassiti perdono acqua e muoiono di disidratazione.

Flagellati

Ed ora veniamo invece alla malattia più comune che può colpire un Ramirezi: i FLAGELLATI, che sono figli diretti dello stress da alimentazione. Ciò è dovuto a vari motivi, da una dieta errata o insufficiente, ad un'eccessiva competizione alimentare in particolare con altre specie (vedi Ciprinidi o Caracidi o altri pesci più aggrassivi). Il sintomo per eccellenza sono le feci biancastre e mucillaginose; in un secondo momento sopravviene la mancanza di appetito e il dimagrimento. A questo punto i nostri Ram hanno raggiunto il punto di non ritorno e sono destinati ad una morte certa. cura: Ci sono 2 sistemi fondamentali per far riprendere i nostri pesci che, non dimentichiamolo mai, vivranno per tutta la loro vita con i flagellati nella pancia; infatti è solo in condizioni inadeguate, in particolare cibo insufficiente e un conseguente indebolimento del soggetto, che li trasformeranno in microrganismi patogeni. Il medicinale per eccellenza è il metronidazolo che si ritrova facilmente in farmacia sotto il nome di Flagyl. Una prima proposta di trattamento consiste nello sciogliere 1/4 di pastiglia in un bicchiere di acqua tiepida; dopo di che vi si aggiunge il mangime granulare che viene abitualmente consumato dai Ram. Una volta che il mangime si sia rigonfiato assorbendo l'acqua con il principio attivo, lo si somministra facendo in modo che il soggetto colpito ingoi dai 2 ai 4 granuli. Se questa operazione viene fatta in giornata, già di sera si potrà assistere ad un cambiamento del colore delle feci. Importantissimo quindi abituare i nostri Ram a mangimi granulari. Qualora si volesse trattare la vasca, sarebbe opportuno aumentare la temperatura oltre i 30°C ( i falgellati ad alte temperature sono meno resistenti) utilizzando 1gx100 L di Flagyl e rinnovando la dose per 3 giorni consecutivi.

Note conclusive

Ancora due piccole osservazioni generiche. La prima è che i medicinali andrebbero somministrati la sera a luci spente, dato che la luce ne degrada più velocemente i principi curativi. La seconda è di evitare di filtrare con carbone al termine dei trattamenti: molto meglio frequenti cambi parziali per eliminare i medicinali!!! conclusioni Concludo queste brevi righe sulle patologie che più frequentemente possono colpire i Ramirezi, ribadendo il concetto che pesci ben nutriti non si ammalano