Allevamento in acquario

La letteratura sui Ramirezi, basandosi in parte sui dati raccolti nei luoghi di cattura, dà questo tipo di indicazioni per il loro allevamento (NB: non riproduzione, ma allevamento):
Temperatura: 24-26°
pH: leggermente acido
KH: <5
GH: <5
Nitrati: <12.5
Nitriti: Assenti

Le indicazioni che abbiamo avuto dall'esperienza personale sono in parte diverse. Specificando che l'acqua deve essere pulita e a bassa carica batterica, i Ramirezi sono arrivati senza problemi a vivere e riprodursi anche con i seguenti valori:
Temperatura: 24-28°
pH: 7.8
KH: 7
GH: 15

Soprattutto per quanto riguarda la temperatura è importante non scendere assolutamente sotti i 24° perchè sottoporreste i Ramirezi ad un forte stress.
Se non si è in grado di garantire che nella vasca siano mantenute delle condizioni igeniche perfette è megli non allevare Ramirezi.

Anche se i ram possono vivere con la somministrazione di solo secco non si otterranno in questo modo dei pesci sani e robusti, capaci di vivere senza problemi anche in acqua che per natura non sarebbe la loro.
Se si vogliono dei pesci belli e sani è necessario somministrare, almeno 1 o 2 volte alla settimana, cibo vivo, come artemie e dafnie, o surgelato, come chironomus, in integrazione ai cibi secchi somministrati normalmente.
Quindi alimentazione, deve essere varia e abbondante. 
Viene da sè che in una vasca in cui si somministra più o meno spesso surgelato e grandi quantità di cibo si dovrà avere una cura ancora maggiore della qualità dell'acqua, in particolare considerazione della sensibilità dei Ramirezi, detta sopra, alle cattive condizioni dell'acqua. 
E' necessario anche che non siano presenti in vasca dei competitori troppo veloci per l'alimentazione, come molti caracidi, in quanto i Ramirezi nel tempo ne risentirenno negativamente senza dubbio (quindi niente Siamensis).
La soluzione all'inquinamento dato dai cibi è sempre la solita: regolari sifonature e cambi d'acqua.

Le dimensioni ideali di una vasca per accogliere i ramirezi dipendono dallo scopo che ci si propone di raggiungere con il loro allevamento. Possiamo infatti voler solo ammirare dei pesci sani e magari vederli difendere le uova che deporranno ogni tanto dagli altri ospiti dell’acquario oppure le nostre intenzioni possono essere di arrivare alla riproduzione e successivamente di effettuare l’allevamento degli avannotti fino allo stadio adulto. A seconda di quello che ci proponiamo di fare le dimensioni dell’acquario variano molto; esporrò qui di seguito consigli e abbinamenti consigliabili per le varie dimensioni minime da rispettare per ospitare i ram senza volerli riprodurre:

Litri netti Coppie di ramirezi Altri ospiti in acquario
50 1 un branchetto di pulitori (es. otocinclus)- un branchetto di pesci di fondo (es. corydoras)- un ancistrus
100 2 un branchetto di pulitori (es. otocinclus)- un branchetto di pesci di fondo (es. corydoras)- due ancistrus- qualche pesce di zona alta (anche poecilidi*)
150 2 un branchetto di pulitori (es. otocinclus)- un branchetto di pesci di fondo (es. corydoras)- una coppia di grandi ciclidi non troppo aggressivi
200 o più 2 o più un branchetto di pulitori (es. otocinclus)- un branchetto di pesci di fondo (es. corydoras)- una o più coppie di grandi ciclidi non troppo aggressivi

* anche se i poecilidi non appartengono alla zona di provenienza dei Ramirezi possono fornire cibo vivo ai nostri ram con i loro avannotti

Se invece lo scopo, oltre allevare ram sani e belli, è farli riprodurre l’acquario consigliabile è di questo tipo:
Litri netti Coppie di ramirezi Altri ospiti
30 poco più o poco meno 1 3/4 pulitori (es. otocinclus)
- nessun pesce di fondo

Questo ci permetterà di controllare molto meglio la coppia e di avere grandi vantaggi nell’effettuare tutte le operazioni necessarie per seguire adeguatamente sia la coppia che gli avannotti.
I pulitori avranno la doppia funzione di tenere l’acquario minimamente controllato rispetto alle alghe e risvegliare un po’ di cure parentali nei pesci più… addormentati!

Il fondo ideale per l’allevamento dei ram è senza dubbio la sabbia fine; di sabbie ne esistono in commercio di molti tipi, è indifferente sceglierne più chiare o più scure, ma l’importante è che abbiano una granulometria il più fine possibile, come quella che troviamo in spiaggia. In genere questo tipo di fondo è ottimo sia per la crescita delle piante che per la luminosità generale dell’acquario. Oltretutto fare un fondo con la sabbia significa consentire ai ram di:

- cercare sul fondo il cibo senza ferirsi la bocca
- scavare per deporre le uova (in alcuni casi lo fanno)
- scavare molte buche per spostare gli avannotti
- avere un fondo simile a quello che avrebbero in natura
Dovremo disporne quindi uno strato di almeno 3-4 cm di sabbia.
E’ possibile, ed in molti casi consigliabile per acquari che vogliano avere al loro interno piante oltre che pesci, disporre sotto alla sabbia uno strato di fondo fertile della linea di fertilizzazione che abbiamo deciso di seguire. Nel caso in cui abbiamo deciso di avere un fondo fertile è ancora più importante che lo strato di sabbia al di sopra sia piuttosto consistente, in quanto in molte occasioni i ramirezi potrebbero scavare per uno o due centimetri nella sabbia e ovviamente non vogliamo che arrivino a scoprire il fondo fertile.
Non sono assolutamente consigliabili fondi:
- con ghiaietto policromato (classico in acquariofilia)
- con terriccio fertile (tipo Dennerle), soprattutto per la riproduzione

Una volta preparato il fondo adatto ai nostri ramirezi potremo iniziare a disporre alcuni elementi tipici dell’arredamento degli acquari di acqua dolce. Un esempio tipico sono i tronchi che troviamo in gran numero nei negozi di acquari.
In genere troviamo due tipi di radici nei negozi: quelle rotondeggianti con parti più chiare e più scure e quelle monocolore con tagli piuttosto frastagliati e con forme meno accattivanti. Il primo tipo sembra avere ad un primo impatto più svantaggi: tende a colorare l’acqua anche dopo molto tempo, spesso galleggia per alcune ore prima di impregnarsi d’acqua e affondare senza problema, ha un prezzo spesso maggiore; noi invece non dovremo farci trarre in inganno da questi aspetti! Per l’allestimento del nostro acquario ritengo infatti ugualmente consigliabile proprio il primo tipo di tronco in quanto:
- il colore ambrato che cede all’acqua è positivo per i pesci e per i valori dell’acqua, anche se meno bello, per alcuni, da vedere
- le forme più morbide e rotondeggianti possono ospitare con minore difficoltà un maggior numero di piante come anubias nana e microsorium pteropus
- i pesci non rischiano di ferirsi con strane sporgenze
- sono oggettivamente più belle anche in abbinamento con fondo sabbioso
Purtroppo il prezzo maggiore può essere un problema, ma la spesa sarà pienamente bilanciata dalla bellezza dei tronchi. Se possibile sarà meglio bollire per poco tempo i tronchi in modo da togliere lo sporco più grossolano che può essere presente ed eventuali agenti pericolosi per l’acquario, oltre a questo il tronco sarà già appesantito e pronto per essere messo nell’acquario senza galleggiare (ovviamente una volta raffreddato). Nel caso il tronco fosse troppo grande per le nostre pentole potremo metterlo in vasca e pulirlo con un getto di acqua bollente dalla doccia con gli stessi scopi. Nella bollitura vedremo l’acqua colorarsi molto, ma questo non dovrà illuderci che il colore ceduto dal tronco si sia esaurito con una o poche bolliture; come abbiamo detto però non dovrà essere una nostra preoccupazione ma un vantaggio da considerare.
Come per i tronchi anche le rocce possono essere un complemento d’arredo molto utile e allo stesso tempo veramente bello per il nostro acquario.
Abbiamo bisogno che queste rocce assolvano a più funzioni:
- non essere troppo taglienti ai bordi per non ferire i ramirezi o altri in inquilini
- avere delle superfici ampie e lisce per consentire la deposizione
- star bene abbinate con sabbia e tronchi
Il tipo di rocce che maggiormente corrisponde a queste caratteristiche sono quelle fatte come “piastre” di uno spessore dai 2-3 ai 4-5 centimetri con colore dal rosato al bianco che si trovano comunemente nei negozi di acquari. Questo tipo di rocce consente di creare sfondi, creare divisori e terrazze, incastrare piante ed allo stesso tempo essere degli ottimi supporti per la deposizione; inoltre il colore riprende perfettamente la sabbia creando un continuum roccia–sabbia.
Per quanto riguarda le piante, se volessimo rispettare il biotopo di provenienza, non dovremmo inserirne praticamente nessuna, ma in questo caso daremo maggior peso all’aspetto estetico, pur rispettando le esigenze dei ramirezi.
Per qualsiasi tipo di allestimento saranno utilissime, sia per le proprietà di rapida crescita che per l’effetto ombra, le piante galleggianti: potremo inserire a questo scopo:
- lemna minor
- pistia stratiodes
- ceratopteris pteridiodes
- egeria densa (ancorata o meno)
Per l’allestimento dell’acquario per la riproduzione sarà maggiormente indicato inserire in basso esclusivamente anubias nana e microsorium pteropus incastrate tra tronchi e rocce, con attenzione a lasciare degli spazi con sabbia e rocce libere.
Piante più delicate sarebbero purtroppo facilmente danneggiate, nei germogli, dai ramirezi.
Per acquari più grandi si possono inserire, oltre a quelle elencate per l’acquario da riproduzione, piante di grandi dimensioni, come echinodourus, e sul fondo una gran quantità di cryptocoryne. Queste piante che ho elencato non soffriranno per una lauce tenue che può essere dovuta sia alla torba che alle piante galleggianti, e che va ad hoc per i ramirezi.
L’illuminazione del nostro acquario per i ramirezi non deve essere molto forte, in quanto porterebbe i pesci a non far vedere i propri colori al 100% ed in certi casi anche ad essere più timidi.
Un grande numero di piante galleggianti ci aiuterà a mantenere un acquario non troppo luminoso in modo naturale, ed allo stesso tempo non ci costringerà a rimuovere dei neon per far meno luce.