Riproduzione dei Guppy
Genetica della riproduzione
La genetica per chi alleva Show Guppy è di fondamentale importanza se si vogliono raggiungere dei buoni risultati. Conoscerla anche in modo superficiale ci può aiutare a raggiungere i nostri obiettivi. Le regole di base che andremo ad illustrare sono utilizzabili e valide per tutte le specie di pesci. Iniziamo col dire come si identificano le varie generazioni. Partendo da una normale coppia, senza legami parentali questa verrà indicata con la lettera P (Parent), i loro figli si indicheranno con F1 mentre un incrocio fra due F1, sarà F2 e cosi via. Ivece un P x F1 si indicherà con B1. Quindi da ora in poi useremo questi termini per indicare le generazioni.
| P X P | F1 |
Combinazioni
varie |
P X F1 | B1 |
| F1 X F1 | F2 | F1 X F2 | F3 |
Altri termini per indicare maggiori combinazioni non vengono utilizzati, si preferisce annotare le varie successioni.
Ogni specie vivente per trasmettere i suoi caratteri somatici alla propria progenie è dotata di cromosomi, contenuti nella cellula, dove sono disposti i geni o pezzi di DNA. Ogni specie possiede un numero differente di cromosomi, il Guppy ne ha 46, come l'uomo, questi cromosomi al momento della duplicazione cellulare si dispongono a forma di X, costituendo cosi una coppia di cromosomi omologhi, in modo da avere alla fine solo 23 coppie sui quali sono annotati tutti i caratteri somatici della specie. Al momento della riproduzione sessuale, le coppie di cromosomi si dividono, formando cellule separate con solo 23 cromosomi singoli, queste cellulle si chiamano gameti, che corrispondono agli spermatozoi per i maschi e all'uovo per la femmina. Una volta avvenuta la fecondazione sessuale, si riavrà una nuova cellula, zigote, con 46 cromosomi, contenente il patrimoni genetico sia del padre che della madre in egual misura. Quindi alla fine il nuovo nato avrà i geni di entrambi i genitori.
Un Guppy di razza purà avrà tutte le coppie di cromosomi uguali, l'unica che sarà differente è quella che determina il sesso. Nelle femmine questa coppia verrà denominata XX mentre nei maschi XY. Già da questa combinazione si può determinare un primo evento: cioè sapere, in via puramente teorica, quanti maschi e quante femmine nasceranno da un loro incrocio.
| P X P | Femmina YY | |
| Maschio XY | XX | XX |
| YY | YY | |
Il risultato è che la percentuale è al 50% per entrabi i sessi, ma questo è puramente teorico, perchè ci sono tanti altri fattori che incidono sulla percentuale. Altra cosa da sapere è che al cromosoma Y o X possono essere legati tanti altri fattori, come il colore, la taglia, le pinne, alcuni tipi di disegno, ecc.. in altre parole, un maschio è colorato perchè ha il cromosoma Y che glielo consente, mentre la femmina non avendolo non potrà essere colorata quanto il maschio, oppure la grandezza della coda è scritta sul cromosoma sessuale Y, la femmina non avendolo non potrà avere una coda cosi grande, ancora, la grande taglia della femmina è scritta su entrambi i cromosomi X, il maschio avendone solo uno non potrà essere grande come la femmina.
Partiamo con un esempio: vogliamo accoppiare una femmina ( F ) albina, a cui è morto il maschio, con l'unico maschio ( M ) a nostra disposizione, un normale grigio; cosa uscirà fuori ?
| P x P |
FP Albina a / a ( a/a sta per coppia cromosomi che indicano l'albinismo ) |
|
| F1 = 100% G / a ossia grigi | ||
|
MP grigio G / G ( G/G sta per coppia di cromosomi che indicano il grigio ) |
G / a | G / a |
| G / a | G / a | |
Il 100% della prole saranno dei normali grigi. Dove sono finiti i caratteri di albinismo della femmina? Sono presenti nella prole ma in modo recessivo cioè presenti ma non visibili e sopraffatti da quelli dominati, del maschio. Quindi un carattere si dice dominante, quando anche se presente su uno solo dei due cromosomi sarà visibile, mentre uno recessivo deve essere presente su entrambi i cromosomi per essere visibile all'esterno. Allora indicheremo tutti i caratteri dominanti con una lettera maiuscola, mentre con una minuscola quelli recessivi. Nell'esempio fatto essendo il carattere albino di tipo recessivo, l'albinismo non è visibile negli F1.
| Dominante | Recessivo |
| Grigio | Blond - Gold - Albino - White |
| Gold | Blond |
Infine ci sono i caratteri intermedi che se presenti su entrambi i cromosomi daranno vita ad un colore o disegno intermedio. Il termine tecnico per indicare un individuo puro si dice omozigote, se invece i cromosomi sono diversi si dice eterozigote.
Ora vediamo cosa accade accoppiando due F1 della coppia di Guppy in questione.
| F1 X F1 | F F1 G / a | |
| M F1 G / a | F2 = 25% G / G + 50% G / a + 25% a / a | |
| G / G | G / a | |
| G / a | a / a | |
Come potete vedere dalle varie combinazioni siamo riusciti a tirar fuori di nuovo dei Guppy albini nella percentuale del 25%. Questo significa che se disponiamo di un solo sesso di una varietà, con opportuni incroci possiamo di vuovo tirarla fuori. Ovviamente c'è da dire che tutto questo è solo in via teorica, la realtà ci potrebbe dare anche risultati diversi, ma con più tentativi il risultato non tarderà ad arrivare.
Vediamo ora cosa succede incrociando un genitore col proprio figlio.
| P X F1 | F F1 G / a | |
| M F1 G / a | B1 = 50% G / G + 50% G / a | |
| G / a | G / a | |
| a / a | a / a | |
Facciamo ora la combinazione inversa.
| P X F1 | F P albina a / a | |
| M P G / G | B1 = 50% G / a + 50% a / a | |
| G / G | G / a | |
| G / G | G / a | |
Cosa è successo? Nel primo caso abbiamo accoppiato la madre omozigota albina con la coppia di cromosomi a/a recessivi, con il figlio grigio eterozigota con coppia cromosomica G/a, il primo dominante e il secondo recessivo, ne è venuto fuori che il 50% della prole è grigia eteroziogota portatrice di albinismo ( G/a), l'altro 50% sono degli albini omonozigota (a/a). Quindi utilizzando un accoppiamento P x F1 siamo riusci ad avere una maggiore percentuale di albini, dell'accoppiamento F1 x F1. Nel secondo esempio, seguendo lo stesso discorso, abbiamo 100% grigi, ma solo il 50% saranno G/G omozigota, mentre il restante 50% saranno dei grigi eterozigota portatori di albinismo. Ora introduciamo altri due termini genotipio e fenotipo. Il genotipo indica i cromosomi tipo A/a o a/a ecc... mentre il fenotipo indica, l'aspetto, e cioè se il il pesce è grigio o albino se è rosso o giallo, la distinzione va fatta perchè mentre il genotipo viene trasmesso senza essere influenzato da fattori esterni, il fenotipo può essere influenzato. Per esempio, il colore di un pesce può variare in base alla salute del pesce, alla luce, all'alimentazione, a valori dell'acqua, ecc.., mentre il suo genotipo verrà trasmesso senza essere influenzato da questi fattori.
Ecco alcuni esempi di una giusta selezione genetica:
Blu Delta di sei mesi

H/B Delta di tre mesi

Cenni ed esempi sulle leggi di Mendel
1) I geni non dominanti
Può succedere che tra i due
geni nessuno sia dominante, cioè nessuno maschera l'espressione dell'altro. In
questo caso le due caratteristiche corrispondenti sono espresse in modo uguale e
gli individui risultanti dall'incrocio presentino un aspetto intermedio a quello
dei loro genitori.
Un caso del genere consiste nell'incrociare un ceppo di doppia spada con un
ceppo a coda corta ma colorata, per esempio un pesce di ceppo coda rotonda. I
piccoli nati da questo incrocio saranno dei superbi guppy classificati negli
standard triangolo o velo... Sembra che i geni dei colori producano un
riempimento dello spazio presente tra le due spade. I raggi centrali vanno
quindi ad allungarsi. Incrociando due caratteri non dominanti se ne crea un
terzo, ma attenzione, quest'ultimo non è stabile e non riapparirà che in bassa
proporzione (circa 50%) nelle generazioni seguenti.

Questa caratteristica spiega perchè, quando alleviamo guppy di standard "spada", è importante selezionare femmine senza alcun colore sulla caudale.
2) La mortalità di un genotipo
Alcuni genotipi non sono funzionali, provocano la morte degli individui che li possiedono. Si tratta per esempio del carattere HIFIN (dorsale a velo). Tutti i platy HIFIN sono degli ibridi, cioè possiedono un gene Hifin dominante associato ad un gene normale, una specie pura non può mai esistere. Questo è anche il caso del gene lyra dei molly o ancora dei guppy doppia spada con colorazione nera, che sono sempre assenti dai concorsi.
Per la cronaca, non si sa se queste associazioni di geni sono veramente letali, cioè se provocano la morte dell'embrione che li possiede. Se non fosse possibile la fecondazione tra uno spermatozoo ed un ovulo che portano ognuno il gene hifin, non esisterebbe attrazione mutante.

3) Geni legati
Le leggi di Mendel parlano di separazione indipendente dei cromosomi al momento della fecondazione dei gameti. Questo provoca una segregazione indipendente dei geni che portano. Ma i cromosomi sono delle catene di geni. Si potrebbe quindi dire che i geni di un cromosoma sono legati gli uni agli altri, cioè che possono essere trovati quasi tutti trovati insieme. Il miglior esempio è sicuramente il punto seguente:
4) L'eredità legata al sesso
Il sesso, maschile o
femminile è un carattere. E' l'espressione di alcuni geni portatori dello stesso
cromosoma che si chiama quindi cromosoma sessuale. Un certo numero di altri geni
devono essere presenti in questo cromosoma. Questo significa semplicemente che
alcuni caratteri si trovano unicamente nei maschi e altri soltanto nelle
femmine. Nei guppy ci sono due tipi di cromosomi sessuali: X eY. Le femmine
hanno XX ed i maschi XY, come nell'uomo. Una femmina non può quindi possedere
che i geni portatori di X, invece un maschio può possedere sia X che Y.
Attenzione! non confondete questo con l'eredità influenzata dal sesso. La
sfumatura è minima e non sempre facile da verificare. Per l'eredità legata al
sesso si parla di geni che sono generalmente presenti soltanto nel maschio e
assenti nella femmina. Per l'eredità influenzata dal sesso gli stessi geni sono
presenti contemporaneamente nel maschio e nella femmina, però non possono essere
espressi che da un solo sesso in ragione della presenza di geni inibitori o
stimolatori che sono legati ai cromosomi sessuali. Si tratta per esempio di
numerosi geni di colore che sono portati dai due sessi ma che non si esprimono
che nei maschi sotto l'influenza della produzione di testosterone.
Per sviluppare un po queste nozioni di geni legati ai cromosomi sessuali, ecco
un passaggio di un articolo di W. Meyers apparso nella rivista Viviparous dei
nostri colleghi britannici:
La maggior parte dei geni
riguardanti le forme delle pinne dei guppy sono portati e trasmessi dai
cromosomi sessuali. Se questi geni si trovano nel cromosoma X, sono generalmente
dominanti e impediscono l'espressione dei geni del cromosoma Y del maschio. Per
esempio il gene doppia spada è portato dal cromosoma X e la maggior parte dei
maschi doppia spada portano il gene spada bassa nel loro cromosoma Y. Tuttavia
questo è impossibile da individuare e potrà soltanto essere osservato se
incrociamo questi con una femmina che non possiede alcun gene concernente la
forma delle pinne.
Così una classificazione può essere fatta tra i geni generalmente portati nel
cromosoma X e quelli portati nel cromosoma Y. Questa classificazione è
particolarmente interessante perchè implica che per tutti gli standard in cui il
gene è portato dal cromosoma X, i maschi ereditano i geni delle loro madri e non
quelli del padre. Per contro i geni portati dal cromosoma Y sono trasmessi dal
padre ai figli.
Nota: La localizzazione
dei geni di altri standard non è precisa, ma sembra che per le forme a pinne
grandi i geni sono portati contemporaneamente dal maschio e dalla femmina.
Attenzione, questa classificazione non impegna che il suo autore. Anche se
sembra esatta, è tuttavia possibile che alcune variazioni esistano tra ceppi
sicuri.
Notate bene le origini dei vostri pesci ed i risultati ottenuti dai
differenti incroci. Metteteci al corrente dei vostri risultati perchè resta
ancora moltissimo da apprendere sui guppy. Nella speranza che tutto questo
vi illumini e vi guidi nella selezione dei vostri ceppi.
| X | Y |
| Doppia spada | Spada bassa |
| Lancia | Spada alta |
| Ago | Lira |
| Badile | / |
| Stendardo | / |
Scelta del partner
In base ad un atteggiamento diffuso nel campo della biologia evoluzionistica di (malintesa?) ispirazione darwiniana, si ritiene talvolta che l’evoluzione sia un meccanismo pressoché perfetto, in cui gli eventi selettivi che si verificano sono i più adatti, se non addirittura gli unici possibili, per consentire la propagazione delle varie specie. Con un curioso ribaltamento della questione, partendo da uno studio rigorosamente empirico delle modificazioni verificatesi nella progenie di organismi in seguito a condizioni ambientali selettive (come asserito da Darwin), si rischia di giungere ad una sorta di giustificazione a posteriori del cammino evolutivo percorso dai diversi organismi, con una impostazione di evidente natura teleologica e chiaramente anti-darwiniana. In altri termini, si giunge a ridurre ogni scelta (anche quella del partner) ad una pura considerazione probabilistica sulla sopravvivenza della progenie, a cui gli individui si atterrebbero rigorosamente in base ad una legge di natura impressa nei geni a lettere di fuoco. Sarebbe come dire che ognuno di noi sceglie il proprio compagno/a esclusivamente in base alle garanzie da lui/lei fornite sul numero e la sopravvivenza dei figli che dall’unione verranno generati.
Sebbene considerazioni di questo tipo vengano spesso contrabbandate per dati definitivi dall’alto di palcoscenici televisivi (si vedano i vari Super Quark), la ricerca su queste tematiche procede passo dopo passo. Un recente ed interessante contributo in proposito, pubblicato sull’autorevole rivista Nature, analizza il comportamento delle femmine di guppy cercando di esaminare la relazione tra la scelta del partner ed il "successo evolutivo" di tale scelta (un riassunto dell’articolo si può trovare nel sito della rivista, www.nature.com, oppure nel database del National Centre for Biotechnology Information www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed fornendo la parola chiave guppy). Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare in base alle teorie precedentemente discusse, i risultati della sperimentazione dimostrano, in base ad una complessa e convincente elaborazione statistica, che le femmine di guppy preferiscono i maschi forniti di maggiore ornamentazione, ma che ciò porta ad una ridotta natalità e sopravvivenza della prole.
Per il suo studio, l’autore ha utilizzato giovani individui prelevati da un ruscello australiano (dal suggestivo nome di Alligator Creek) dove i guppies sono stati introdotti oltre 50 anni fa. I maschi sono stati catalogati in base all’ornamentazione, prendendo in considerazione vari parametri tra i quali l’area della pinna caudale, la luminosità dei colori o l’area di iridescenza. Successivamente i maschi venivano sistemati in postazioni fisse con un lato trasparente. Il numero dei tentativi di avvicinamento di una femmina alle diverse postazioni veniva misurato e messo in grafico in funzione dell’ornamentazione. Certo non deve essere stato un lavoro semplice: con certosina pazienza, sono state calcolate le preferenze di circa 300 femmine! La correlazione diretta tra ornamentazione e numero di approcci risulta abbastanza chiara. Il passo successivo dell’autore è stato valutare la relazione tra l’ornamentazione e la progenie, analizzando sia il numero di maschi e di femmine generati in ogni accoppiamento, sia la sopravvivenza della progenie nel corso di sei mesi a partire dalla nascita. Il risultato di questi esperimenti mostra una chiarissima correlazione negativa sia tra l’ornamentazione del genitore ed il numero di figli maschi giunti a maturità (ovvero, maggiore l’ornamentazione del padre, minore il numero di figli), sia tra ornamentazione paterna e numero di figli maschi sopravvissuti dopo sei mesi dalla nascita. Statisticamente più variabile e meno drammatica appare, invece, la situazione delle femmine generate dall’unione con maschi provvisti di lussureggiante ornamentazione.
Le motivazioni genetiche che conducono ad una minore vitalità dei maschi generati da guppies con ricca ornamentazione non sono molto chiare. E’ comunque ben noto che la quasi totalità dei geni che determinano la colorazione e l’ornamentazione dei guppies sono presenti nel cromosoma Y (il cromosoma presente solo nei maschi). Questi geni potrebbero essere fisicamente strettamente legati ad altri geni con effetto negativo sulla capacità di sopravvivenza (e quindi tutti questi geni verrebbero ereditati insieme in forma di spiacevole "pacchetto"), oppure gli stessi geni responsabili della colorazione potrebbero avere un "effetto collaterale" (in termine tecnico "pleiotropico") che si esplicherebbe in una minore vitalità. E’ interessante notare che i maschi che ereditano l’ornamentazione dai padri sono a loro volta in grado di attrarre maggiormente le femmine. L’autore si domanda però se questo sia sufficiente a "giustificare" in termini di successo evolutivo la preferenza delle femmine per maschi che offrono minori garanzie di sopravvivenza della progenie, soprattutto se si considera che in tempi lunghi la costante riduzione del numero dei discendenti potrebbe avere conseguenze drammatiche sulla sopravvivenza stessa della specie.
Fin qui l’articolo. Il dubbio che rimane al recensore è che ci sia forse un errore di fondo: i guppies maschi, come è noto, sono quelli che prendono l’iniziativa (talvolta con fin troppa insistenza) nel corteggiamento e nell’accoppiamento. Non è pertanto possibile escludere che in ambiente naturale, malgrado le preferenze delle femmine, vi possa essere un meccanismo di bilanciamento della vitalità della progenie dovuto al fatto che maschi con minore ornamentazione siano più intraprendenti e quindi generino un maggior numero di figli.
Gestazione
Il periodo di
gestazione
è in media di 25 giorni, ma questo dato è da prendere con le pinze, nel senso
che spesso le femmine hanno caratteristiche fisiologiche diverse e possono
partorire prima o dopo del periodo sopra citato. In linea di massima comunque,
le femmine più giovani (5-8 mesi) tendono ad avere una gestazione più breve dai
19 ai 25 giorni, mentre le femmine più anziane (8 mesi e più) variano dai 27
fino ai 33 giorni. Questo discorso resta valido sempre che la femmina sia in
buona salute e venga regolarmente fecondata dal maschio, sempre che quest’ultimo
sia in buone condizioni per trovare l’attimo giusto per fecondarla. Questo
divario, tra femmine giovani ed anziane è dovuto probabilmente, dal diverso
numero di uova che si trovano a gestire. Infatti, mentre le femmine più giovani
possono partorire, salvo eccezioni, un massimo di 20 avannotti, le femmine più
grandi e mature possono arrivare fino a 60/70 avannotti se si trovano in
eccellenti condizioni fisiche.
Le femmine prossime al parto sono
facilmente riconoscibile dal ventre gonfio e dalla macchia scura sempre più
evidente nella zona uro-genitale. Tuttavia anche qui il discorso può diventare
complicato, nel senso che non sempre la femmina, con le caratteristiche sopra
citate, partorisce prima di una che all’apparenza sembra normale. Questo, si
ricollega all’argomento trattato in precedenza sul periodo di gestazione, poiché
come ho detto, le femmine possono avere delle caratteristiche fisiologiche e
morfologiche diverse.
Quando mettere, allora, la femmina nella sala parto per non perdere gli avannotti?
Il metodo migliore è sicuramente quello di segnarsi su un taccuino il giorno in cui la guppy partorisce e rimetterla nella sala parto dopo 19/25 giorni (dipende dall’età). Questo metodo, tuttavia, può far storcere il naso a chi non sopporta che il pesciolino sia rinchiuso in una specie di prigione per alcuni giorni. Metodi alternativi ce ne sono, ma abbisognano di spazio. Primo fra tutti è quello di allestire un acquario destinata ad accogliere le sole femmine prossime al parto, appositamente modificato in modo da far si che nella parte superiore nuotino le femmine e nella parte inferiore, separati da un’apposita rete che impedisca il passaggio alle madri, gli avannotti. Entrambe i metodi, comunque non garantiscono al 100% che le madri non mangino i propri piccoli. Questo succede perché gli avannotti appena nati vanno verso la superficie dell’acqua a prendere una boccata d’aria con la quale riempire la vescica natatoria e il rischio di essere mangiati sale notevolmente. Esiste in fine un apposito strumento, reperibile sempre nei negozi specializzati, che permette di aspirare gli avannotti, appena questi vengono espulsi dalla madre. Questa soluzione garantisce il recupero di quasi tutta la prole, ma è notevolmente più costosa rispetto alla classica "sala parto".
Molti avranno notato che quest’ultima,
nonostante sia dotata di una grata che permette agli avannotti di fuggire alle
voglie cannibalesche della madre, non risulta spesso adeguata a tale scopo. Il
motivo è stato spiegato in precedenza, inoltre, i piccoli essendo fotosensibili
tendono a dirigersi verso la luce ed aumentare i rischi per la propria
incolumità.
Un metodo, abbastanza efficace
è quello di usare il divisore che
viene dato in dotazione con le sale parto per permettere di alloggiare due
femmine. Il mio consiglio è quello di usare una sala parto per un unica femmina
(mai due!!) ed usare il divisorio in modo da alloggiare la partoriente nella
parte di vaschetta meno soggetta alla luce e far si che l’altra parte sia
rivolta verso la luce naturale che può provenire dalla finestra della stanza
dove è allocato l’acquario, o al limite dove la luce del neon sia più forte..
Questa soluzione permette agli avannotti di dirigersi istintivamente nella parte
più illuminata e opposta a quella della madre e nuotare liberamente. Per
facilitare il transito dei piccoli da una parte all’altra della vaschetta è
consigliabile posizionare sotto il divisorio un qualcosa (un sassolino ad
esempio) che permetta di creare uno spazio di qualche millimetro che agevolerà
il passaggio. Gli avannotti raramente cercheranno di nuotare dalla stessa parte
della madre, anche avendone la possibilità.
Questo metodo diminuisce ancora
di più lo spazio vitale durante il parto, ma se abituate fin da piccole, le
femmine sembrano quasi abituarsi a questo sacrificio, inoltre con un po’
d’esperienza si può
individuare quando è il momento giusto ed evitare
di tenerle a lungo nella sala parto.
Per cercare di facilitare questo
compito elencheremo i sintomi che si riscontrano con più frequenza nelle femmine
prossime al parto, ribadendo che, comunque sia, ogni guppina ha le sue
caratteristiche e peculiarità.
Un ultimo problema, che si verifica spesso, è quello di cercare di non risucchiare avannotti, o guppini di due tre mesi quando si cambia l’acqua nell’acquario che li ospita. Innanzitutto il mio consiglio è quello di evitare ornamenti e piante nell’acquario in questione mettendo al limite solo un po’ di ghiaia perché, essendo una dimora temporanea sarà soggetta a continui cambiamenti. Il "trucco" per non risucchiare gli avannotti, sta nell’utilizzare una bottiglia per prelevare l’acqua, immergendo però completamente anche il collo, in modo che l’ossigeno, quando esce dalla bottiglia, faccia le bolle e non permetta ai pescolini di entrare. A me, usando questo metodo, non sono mai finiti dentro.
Quando togliere i guppy dalla sala parto
Non può esistere una risposta unica per
tutti, anche perchè la crescita dei piccoli Guppy non è per tutti la stessa,
quindi ognuno dovrà regolarsi con quanto segue.
La prima cosa da tener presente
sono le dimensioni dei pesci del nostro acquario. Se abbiamo dei pesci grandi,
tipo lo Scalare, dovremo assicurarci una taglia di almeno 2,5 centimetri di
lunghezza altrimenti rischiamo di farli divorare, la stessa cosa vale per pesci
un pò aggressivi, tipo Barbus, Squaletti ecc... Per i pesci di medie dimensioni
e dal carattere tranquillo 2 centimetri posso essere sufficienti. Se invece
abbiamo in vasca solo altri Poecilidi (Guppy, Platy, Portaspada, Velifere, Black
Molly, Ballons) 1,5 centimetri possono bastare. Quando si introducono i piccoli
in vasca è normale che inizialmente verranno inseguiti e mordicchiati, ma se le
dimensioni sono giuste non verranno mangiati. Ovviamente prima di introdurli
tutti, è sempre meglio fare una prova con un singolo esemplare, cosi non
rischiamo di perdere tutta la prole. Un piccolo trucco è quello di alimentare
abbondantemente i pesci dell'acquario prima di introdurre i giovani Guppy.
Due parole sulle razze compatibili
Quando si fanno degli outcross si
vogliono incrociare diverse "linee parentali" (-non esiste un termine italiano
che sostituisca il significato
di "line" in inglese... il neofita lo consideri sinonimo di razza- ndt) che
daranno più o meno i risultati desiderati. Circa l'80% o il 90% degli
outcross da però origine a pesci che hanno caratteristiche meno interessanti
rispetto ad entrambi i genitori.
Quando si individuano delle linee
che possono essere usate per gli incroci è vantaggioso sceglierle in modo che
possano migliorarsi a vicenda. Con il passare degli anni mi sono fatto un
catalogo mentale degli incroci che hanno funzionato bene. Oggi, questi incroci
sono la sruttura portante del mio programma di allevamento.
Presenteremo alcuni incroci di
linee diverse che hanno funzionato bene.
Si tratta di incroci che sono stati fatti più di una volta, perciò dovrebbero
funzionare per la maggior parte delle linee parentali di questi colori.
Red e H/B (corpo nero e pinne
di un colore differente) Red:
Accoppio i maschi di red con il
corpo a sfondo blond (-flamingo-ntr) con le femmine h/b dal corpo a sfondo
grigio per migliorare gli h/b. La prima generazione sarà composta al 100% da h/b
red di rara bellezza: sono mozza-fiato!!! In seguito prendo i maschi
dell'incrocio e li accoppio con con le femmine della linea pura h/b red (con il
corpo a sfondo grigio). Il lato negativo di questo incrocio è che si perde, in
parte, l'intensità del nero nel corpo dei maschi h/b. Per evitare questo
incoveniente è necessario scegliere le femmine con il colore del corpo più
scuro. Inoltre si può creare un'eccellente linea di red con il corpo a sfondo
grigio tenendo alcune delle femmine F1 ed incrociandole con dei maschi red dal
corpo a sfondo blond (flamingo). Come risultato avremo che il 25% dei piccoli
saranno red con il corpo a sfondo grigio.
Red e Albino Red:
Incrocio i flamingo con le
femmine albine red per migliorare la linea albina. La F1 è formata al 100% da
red con corpo a sfondo grigio. In seguito
incrocio questi maschi red a sfondo grigio con le femmine albine della linea
pura. Teoricamente si dovrebbero ottenere il 30% di albini ma normalmente ne
ottengo un po' meno (dal 25%- al 30%). Si possono poi incrociare
fratello-sorella questi pesci per circa tre generazioni senza grossa
perdita di vigore o fertilità.
Purple e Green:
Uno dei segreti più custoditi
nell'hobby!!! Questo incrocio funziona in
entrambe le direzioni e produce anche alcuni eccellenti Blue. Il purple è un
colore dominante e renderà il green considerabilmente più scuro. Tenendo questo
a mente, si utilizzino i maschi green dal colore più tenue per incrociarli con
le femmine purple e produrre dei green più grandi dallo standard migliore. Per
migliorare i purple , si incrocino i maschi purple con le femmine green. Per
scegliere le femmine adulte dagli incroci F1 da accoppiare in seguito, si
utilizzi un fascio di luce diretta, una volta spente le altre luci, in modo da
far risaltare i riflessi green o purple alla base del peduncolo caudale.
Snakeskin Variegated e H/B AOC
(Leopard):
Per migliorare il pattern, ossia
la forma delle macchie nel disegno della coda, negli h/b AOC, si incrocino i
maschi snake con le femmine h/b aoc. Nelle mie linee i geni h/b sono legati al
cromosoma X e sono dominanti. Questo significa che tutti i piccoli F1 saranno h/b.
Si prendano i maschi migliori F1 ottenuti e si incrocino in seguito con la linea
pura di h/b aoc. Io utilizzo questo incrocio circa ogni 5 o 6 generazioni nella
mia linea di h/b aoc.
H/B Pastel White e Pasel White
:
Per migliorare la taglia e le
pinne dei Pastel, si incroci un maschio white pastel con corpo a sfondo blond
assieme ad una femmina di white pastel h/b con corpo a sfondo gray. I piccoli F1
di questo incrocio avranno il colore grigio di fondo del corpo meno intenso,
saranno quindi h/b white più chiari. Si prendano poi i maschi migliori F1 e si
facciano accoppiare con le femmine pastel dal corpo a sfondo blond della linea
pura. Il risultato sarà 50% di pastel con corpo a sfondo blond più grandi e
vigorosi della linea di pastel originale.
Blue/Green bicolor e Yellow
Variegated Snkeskin:
Si prenda il più grande
maschio blue/green (senza fare troppo caso alla disposizione del colore) e lo si
incroci con una femmina snake. si prendano i maschi F1 di questo incrocio e si
facciano riprodurre con le femmine blue/green della linea pura. Ho qualche
eccellente blue/green che deriva esattamente da questo incrocio.
Problema dei piccoli solo maschi o solo femmine
Questo problema, perchè
tale esso è, si manifesta solo di rado e spesso ci si chiede il perchè. La
spiegazione a questo fenomeno trova varie risposte, tutte accettabili ma non da
tutti condivise.
I motivi che possono causare queste
anomalie, a mio parere, si possono racchiudere in poche risposte, che ritengo
essere le più scientificamente valide. Fattori genetici e influenze
ambientali. Il fenomeno è accaduto in una varietà, H/B Red, dalla quale ne
uscivano il 90% di maschi, dopo varie prove, si è dedotto che il problema era in
una anomalia di un gene nei loro cromosomi, che per qualche raggione permetteva
il sopravvento del cromosoma Y nel 90% delle combinazioni. Ovviamente questa
linea non fu più usata perchè difettosa. Ma su fattori genetici si sommano anche
le condizioni ambientali. In passato si avevano di questi problemi perchè
venivano usate le lampada ad incandescenza e non i moderni neon con uno spettro
luminosi più ampio e simile a quello solare. Quindi si è supposto che anche la
qualità della luce influisca negativamente sulla formazione del sesso dei
nascituri. Anche temperature alte possono causare problemi del genere, come pure
tipo di alimentazione e additivi nei mangimi. C'è anche la possibilità di una
combinazione casuale, che magari non si ripete la volta successiva. Per
determinare se è un fattore genetico, si prende la coppia e la si porta da un
altro allevatore, se il problema persiste allora il fenomeno è genetico,
altrimenti si deduce che sia ambientale. Anche nelle persone a volte si
verificano combinazioni del genere, quante coppie si trovano ad avere 5-6 maschi
o femmine, senza riuscire ad averne uno differente. In questi casi si parla di
pura casualità, ma se il fenomeno si verifica anche in altre linee della stessa
famiglia allora il fenomeno è genetico. Per quanto riguarda i fattori ambientali
essi posso influire anche dopo la mascita, infatti il sesso dei Guppy non si
definisce unicamente al moneto della nascita, ma anche nei primi 10-15 giorni di
vita. Quindi in occasione di nidiate con alte percentuali di sesso unico, si può
prelevare subito una parte della covata e trasferirla da un altro allevatore, in
modo da verificare se in condizioni ambientali differenti si verifica ugualmente
il fenomeno. Se ciò accade, si cambia partner, e se questo non risolve il
problema, si esclude definitivamente quel pesce dal nostro allevamento.
Controllo demografico:
Come tutti sanno il Guppy è un pesce molto prolifico, in 4-5 mesi è possibile riempire una vasca da 100 litri senza accorgersene. Molte persone si chiedono cosa farne di tutti questi Guppy. Le soluzioni possono essere varie, qui ve ne consigliamo alcune, a parte il regalare piccoli a chiunque li voglia.
Una possibilità è quella di venderli o scambiarli con merce, in accordo col vostro negoziante di fiducia. Molti negozianti saranno felici di prendersi in vostri Guppy, perchè sanno di ricevere dei pesci sani e allevati con amore. Certo non potete portare degli avannotti, ma vi consigliamo di far raggiungere la taglia di almeno 2-2,5 cm per i maschi e 3 cm per le femmine. Questa è una taglia che permetterà al negoziante di venderli senza problemi. Prendendo un accordo prima potrete barattare i vostri pesci con del materiale per il vostro acquario. Il valore di questi Guppy può variare in base la taglia e la bellezza, sarà il negoziante da dargli il giusto valore. Probabilmente non sarà un prezzo di mercato, ma in fondo non è lo scopo di questa azione, già la semplice soddisfazione di ricevere in cambio dei prodotti che permetteranno di alleggerire le spese per l'acquario, è più che sufficiente. Se invece risulta fastidioso o scomodo tutto ciò, la cosa da fare è semplice. Evitare di comprare femmine e allevate solo maschi. Oppure volendo avere anche le femmine, quando sono incinte basta lasciare che partoriscano in vasca, cosi il numero di piccoli superstiti sarà molto basso.Il Guppy ormai
è diventato un pesce molto delicato sia nella fase adulta che piccola.
In
particolare quando sono avannotti si riscontrano spesso dei problemi di salute.
Questo ormai è diventato un dilemma sia per esperti che per principianti.
In
particolare per il problema in questione, molte sono le idee sull'eventuale
causa di questo problema, ma la pratica ha dimostrato che tale malattia insorge
anche in acquari ritenuti perfetti da tutti i punti di vista, quindi è da
ritenere che la malattia sia causata da agenti diversi a condizioni diverse,
mostrandosi sempre allo stesso modo; pinne chiuse sui fianchi, coda a spillo e
dondolamento del pesce.
Spesso le cause sono dovute a
condizioni di allevamento inadatte. Il primo errore che commettono in
particolare i principianti, è quello di allevare per oltre un mese i piccoli
nella sala parto. La sala parto è stata progettata solo per il periodo del parto
e non per la crescita dei piccoli, infatti la sua forma non permette un corretto
passaggio d'acqua e di ossigeno, e inoltre non favorisce il rilascio in vasca di
tutti i prodotti di rifiuto dei pesci, che accomulandosi creano le condizioni
ideali per l'insorgere di qualsiasi malattia. La soluzione migliore è quella di
spostare i piccoli dopo 15-20 gioni, in un'altra vasca o in un contenitore più
grande, del tipo Box in rete.
Come per tutte le malattie, anche
in questo caso la prevenzione è la strada migliore per evitare problemi ai
nostri Guppy. Condizioni ambientali ottimali sono la prima difesa contro ogni
tipo di problema, quindi controllare sempre, valori dell'acqua (in particolare i
Nitrati NO3), fare cambi d'acqua due volte a settimana, evitare sbalzi di
temperatura, somministare spesso vitamine, alimentare i piccoli con Naupli
d'Artemia almeno due volte al giorno, integrare la dieta con alimenti vegetali e
mantenere un livello di ossigeno nell'acqua il più alto possibile. Un altro
particolare che si è rivelato utile, è quello di evitare un contatto fra adulti
e piccoli, perchè spesso si è visto che gli adulti trasmettono malattie ai
piccoli anche se apparentemente sani.
A volte anche rispettando tutte queste regole, il problema si manifesta
ugualmente, con conseguenze catastrofiche sull'intera prole. A questo punto non
resta che trattare i pesci con dei medicinali. Il primo trattamento da fare è
quello di aggiungere del sale all'acqua, 10-15 gr/lt di comune sale da cucina.
Seconda fase utilizzare prodotti che contengono ACRIFLAVINA, in commercio ne
esistono di diversi, seguendo le istruzioni contenute nella confezione. L'intero
trattamento può durare anche 10 gioni. Un secondo sistema è quello di utilizzare
antibiotici, quelli che hanno dato migliori risultati sono: Furadantin, 1,5 gr/100
lt. di principio attivo il trattamento dura 10 gg., Bactrim forte, una compressa
per 40 lt. il trattamento dura 5 gg., Ambramicina, 1 gr/100 lt di principio
attivo, il trattamento dura 4 gg., Chemicetina, 50 mg/lt di principio attivo, il
trattamento dura 4 gg., Aureomicina, 2 gr/100 lt di principio attivo,
trattamento dura 5 gg. Dopo i trattamenti cambio d'acqua del 60% e carbone
attivo per 7 gg. E' importante che i trattamenti vengano fatti tempestivamente,
cosi si potranno salvare un numero maggiore di piccoli. Tenete presente che
anche se curerete al meglio i pesci una percentuale di perdite si avrà comunque.