Curiosità sui Guppy

Incominciamo col fare qualche considerazione divertente. Molto probabilmente questo simpatico pesciolino è uno dei più grandi corteggiatori del mondo, non si stanca mai di andare dietro alle guppine, di esibirsi, mostrando tutti i suoi splendidi colori e di stuzzicarle in continuazione, ma sapete in onore di chi fu dato il nome Guppy? Al reverendo Robert John Lechmere Guppy che fu uno dei primi scopritori. Chissà se oggi l'interessato in questione sarebbe felice di essere ricordato soprattutto per questo pesciolino birbantello che sicuramente tutto è meno che un santo? Spero di non aver offeso nessuno, ma il paradosso è abbastanza palese.

Oltre al suo nome più comune, il guppy, è anche conosciuto in Italia come lebistes, pesce milione, poecilia reticulata e chi più ne ha più ne metta, ma a mio avviso chi ci ha preso veramente con il nome sono stati gli inglesi che lo hanno chiamato anche Rainbow fish (pesce arcobaleno). Il nome è tutto un programma, infatti, possiamo considerare praticamente infinite le combinazioni di colore che il corpo di questo pesciolino può assumere (e pensare che è lungo in media 3 cm, ma dove li mette tutti 'sti colori?). Questa caratteristica, comunque, riguarda quasi esclusivamente gli esemplari riprodotti in cattività, quelli in natura, sinceramente sono un po' bruttini e presentano delle livree essenzialmente verdastre.

I colori dei guppy che troviamo oggi nei nostri acquari sono il risultato di continui incroci, ma soprattutto per la presenza nel derma di cellule ellissoidali contenenti cristalli di guanina, comunemente chiamati (si fa per dire) iridofori, i quali riflettono la luce conferendo al corpo un’iridescenza madreperlacea (non vi preoccupate neanche io so che significa, ma fa effetto!).

Proprio per la molteplicità dei colori e la conseguente difficile, praticamente impossibile, classificazione, sono nati degli standard internazionali che permettono una notevole selezione perché essi si rivolgono soprattutto alle misure del corpo e delle pinne e riducono drasticamente le combinazioni di colori. Chi ha la fortuna, o la bravura di possedere degli esemplari che rientrano in questi standard è pronto per affrontare le gare internazionali ( non è obbligatorio avere dei guppy show, si può partecipare anche con un pesce rosso travestito da guppy, ma non si va molto lontani!).

Cercate disperatamente un guppy versione selvatica, al naturale, senza colori? Brutto sì, ma sicuramente un mito per noi appassionati? Basta poco: prendete l'aereo e andate in America centrale e li pescate freschi, freschi. Sto scherzando naturalmente, ma questa e la zona di origine e in particolare Nord Amazzonia, Brasile settentrionale, Guyana, Messico, Florida, ecc. Questo spiega anche la capacità di adattamento dei guppy dove passano dai 14°C del mese di gennaio della Guyana, ai 36°C di luglio del Brasile del nord, con le naturali variazioni chimico-fisiche dell'acqua (che potenza ragazzi, praticamente indistruttibili).

Lo sapevate che il guppy è un po' sordo, infatti è un pesce fisoclisto, non ha, cioè, la vescica natatoria in comunicazione con l'esofago, né con l'orecchio interno e questo limita la sua sensibilità acustica; adesso però, non vi divertite davanti all'acquario ad urlargli delle parolacce, non ho detto che è completamente sordo, solo un po'; forse lo diventerà con la vecchiaia che purtroppo arriva abbastanza presto. Infatti, la vita media, per loro, si aggira intorno ai due, tre anni, e questo dipende anche dalla temperatura dell'acqua.

Come probabilmente avrete già letto, il maschio si differenzia dalla femmina per il gonopodio. Questo "gingillo" gli permette di copulare e quindi fecondare la femmina. Il gonopodio non è fisso, ma semovente per permettere al maschio di introdurre lo sperma nella femmina (vi immaginate se era fisso come si sarebbero dovuti contorcere), e qui sta la curiosità. L'orientamento del suddetto non è opzionale, non dipende cioè dalla volontà del pesce, ma è vincolato dal suo essere "destro" o "mancino". Praticamente, quindi, ogni maschio, almeno per la fecondazione vera e propria, affiancherà la femmina sempre da una sola parte.