I Corydoras in acquario
Parlando dell’allevamento
in acquario dei Corydoras, è bene iniziare col dire che si tratta di
pesci robusti e facilmente adattabili, il che spiega come essi possano resistere
relativamente a lungo anche ad appassionati che non li nutrino in modo adeguato.
In effetti, data la presenza della corazza ossea, non è molto semplice
accorgersi di un iniziale dimagrimento di questi pesci, e questo è un fattore da
tenere ben presente anche al momento del loro acquisto. In genere la presenza di
un ventre incavato è indice di un dimagrimento già avanzato al quale molto
difficilmente si potrà porre rimedio. Importante nella scelta è anche porre
attenzione anche ad un’eventuale presenza di occhi affossati, di macchie
addominali rossastre o di branchie arrossate, come anche alla mancanza di
barbigli. L’affossamento degli occhi è caratteristico in questi pesci di un’età
avanzata, mentre macchie rossastre a livello dell’addome denunciano la presenza
di infezioni intestinali solitamente fatali. Si è già accennato all’importanza
dei barbigli, per cui sarà buona norma evitare di acquistare esemplari che li
abbiano visibilmente danneggiati o peggio ancora completamente assenti.
Il migliore consiglio che
si possa dare riguardo la scelta, soprattutto per chi inizia, è quello di
orientarsi verso le specie ormai da decenni abituatesi a vivere e a riprodursi
in cattività, come C. aeneus, C. paleatus o l’attraente C.
trilineatus, lasciando invece ad appassionati più esperti (ed anche più
ricchi!) costose rarità come il Corydoras solox o C.
gracilis.
A seguito un paio di immagini dei Corydoras più facilmente reperibili in commercio.


Tutti i Corydoras
tollerano senza problemi un ampio range di fattori chimico-fisici dell’acqua, in
particolare una temperatura compresa fra i 20 ed i 30° C, un pH fra 6,5 e 7,5 ed
una durezza tra 5 e 15°; in effetti è comunque opportuno anche per quanto
riguarda questi pesci cercare di fornire loro un’acqua dalle caratteristiche
ottimali, con una temperatura intorno ai 25-26°, un pH intorno ai 6,8 ed una
durezza di circa 8-10°. In natura i Corydoras prediligono acque
tranquille e poco mosse, soprattutto durante le ore notturne, mentre durante il
giorno non è raro trovarli anche in acque caratterizzate da una certa corrente.
Da classici pesci bentonici (che vivono cioè sul fondo), comunque, acque
relativamente poco mosse facilitano il loro incessante rovistare il fondo alla
ricerca di cibo, per cui sarà bene rispettare questa esigenza anche in acquario.
L’indole estremamente pacifica che li caratterizza fa dei Corydoras
coinquilini adatti a convivere con la grande maggioranza degli altri pesci
d’acquario. Proprio per la zona da essi occupata, il fondo, raramente questi
pesci entrano in conflitto con altri, e questo sia in natura che in acquario. Se
a questo aggiungiamo l’affascinante ipotesi di alcuni studiosi, e cioè che i
Corydoras siano in un certo senso “rispettati” dagli altri pesci, inclusi
i predatori, per la loro importante funzione di “spazzini” (un po’ come accade
per il Labroides dimidiatus, il noto pesciolino pulitore dei mari
tropicali, tollerato per le sue funzioni “igieniche” anche dai pesci predatori,
nelle cui fauci si avventura beatamente ignaro del pericolo), si può comprendere
come questi pesci abbiano tutti i numeri per condurre un’esistenza tranquilla e
molto soddisfacente anche in acquario. Nonostante il loro ambiente più
consigliato in acquario sia quello classico della vasca sudamericana, anche se
non da un punto di vista strettamente biotopico, i Corydoras possono
essere allevati senza alcun problema anche in “acquari di comunità”, purché vi
siano rispettati i fondamenti base della convivenza e della compatibilità
biocenotiche. I Corydoras sono pesci di branco e non ha molto senso
allevare in acquario uno o due esemplari che già per questo si troverebbero a
disagio. Sicuramente più consigliabile è optare per un piccolo branco composto
da 5-6 individui, badando che appartengano alla medesima specie.
Il fattore
più importante (e anche quello più sottovalutato) allo
scopo di ottenere un certo successo nell’allevamento di tali
pesci è l’alimentazione. Bisogna sradicare una buona volta
la convinzione di poter nutrire questi pesci solo con gli avanzi degli
altri coinquilini, è bene provvedere ad una loro alimentazione
varia e sostanziosa, assicurandosi soprattutto che essi siano in
condizione di beneficiarne (molto spesso coinquilini rapidi e agili
fanno in modo che ben poco cibo giunga a depositarsi sul fondo). I Corydoras essendo pesci caratterizzati da una notevole attività notturna,
un po’ come tutti i Siluridei, è ad esempio buona norma somministrare del
mangime aggiuntivo un’oretta dopo lo spegnimento delle luci, meglio ancora se in
compresse, in modo che non venga a disperdersi troppo in
fretta.
Si è spesso poi parlato nella letteratura specializzata dell’eventuale danno che i Corydoras, con il loro continuo rovistare il terreno, possono apportare alle piante, smuovendone le radici e determinandone lo sradicamento. In realtà, se si ha cura di lasciare le piante in acquario almeno un paio di settimane prima di introdurre i primi pesci (regola che dovrebbe essere seguita in ogni caso, in modo da permetterne un ambientamento ottimale), nessun Corydoras potrà mai causarne lo sradicamento, al contrario il continuo rovistare dei nostri non può che giovare alle piante stesse, contribuendo ad evitare lo stagnamento del terreno di fondo.