Il genere Ancistrus comprende varie specie, che generalmente non superano la lunghezza di 15 cm. Questo li rende dei pesci particolarmente adatti ad acquari di media grandezza ( 80/100 l).
Oggi il pesce comunemente venduto nei negozi come Ancistrus è classificabile col nome di Ancistrus sp. Il nome non definito della specie deriva dal fatto che il pesce comunemente diffuso in acquariofilia è probabilmente derivato da una serie di ibridazioni poco controllate operate nei primi anni della sua introduzione in ambito acquariofilo tra specie diverse, tra le quali probabilmente si annoverano Ancistrus dolichopterus e Ancistrus temmincki. E' per questo motivo che questo pesce viene spesso chiamato, non del tutto correttamente, Ancistrus dolichopterus o Ancistrus temmincki. Le sue caratteristiche sono comunque molto affini a quelle delle due specie da cui ha probabilmente tratto origine.

Nei negozi più seri è possibile comunque trovare esempi di puri Ancistrus dolichopterus
ed Ancistrus
hoplogenys, a cui si affiancano molte altre specie non ancora
determinate tassonomicamente e quindi contraddistinte dal nome
commerciale o da una sigla. Benché in questi casi non si
disponga il più delle volte di un'ampia bibliografia, il
fatto di conoscere almeno la provenienza geografica permette se non
altro di definire le principali condizioni chimico-fisiche dell'acqua
del luogo di origine.
Il dimorfismo sessuale negli Ancistrus è generalmente
evidenziato dalla presenza, sulla testa dei maschi, di cirri che
tuttavia in alcune specie (p.e. Ancistrus ranunculus) possono essere
presenti anche sulle femmine (sia pure in quantità minore
rispetto ai maschi e quasi mai ramificati). La livrea non è
mai ricca di colori sgargianti o di grandi contrasti ma è
generalmente molto mimetica con tonalità che variano dal
marrone al nero, con una colorazione uniforme, marmorizzata o
punteggiata.
Nell' Ancistrus dolichopterus il colore di base è il marrone
che può essere, a seconda della provenienza geografica,
più o meno chiazzato di un marrone chiaro, talvolta tendente
addirittura al giallo-oro. Il dimorfismo sessuale è molto
evidente: i maschi, oltre ad avere numerosi cirri ramificati, hanno la
testa molto più larga delle femmine ed il corpo
più slanciato; le femmine con pochissimi cirri sul capo sono
più grandi di taglia e si presentano con la zona ventrale
più ingrossata. Alcune volte, se si ha la fortuna di
osservarne una appoggiata al vetro frontale della vasca, può
anche capitare di intravedere, attraverso il sottile e quasi
trasparente epitelio ventrale (privo di scudi ossei), le uova di colore
arancione nella loro ultima fase di maturazione.
La livrea dell'Ancistrus
hoplogenys è
costituita da un mantello base di colore marrone scuro che, in alcuni
casi, può risultare anche nero con numerosi piccoli puntini
bianchi su tutto il corpo e le pinne.
Meno evidente è il dimorfismo sessuale, poiché in
questo caso anche le femmine sono fornite, specialmente ai margini, di
numerosi cirri che però per numero e per dimensione
risultano essere sempre inferiori rispetto ai maschi adulti della loro
specie.
Talvolta, in alcuni esemplari, il margine della pinna dorsale e della
caudale presentano una colorazione bianco candido tale da far ritenere
ad alcuni autori che possano appartenere ad un'altra specie.
L'aspettativa di vita di un Ancistrus è di circa 10 anni.
Gli Ancistrus posseggono capacità visive piuttosto rare nel mondo ittico. Sono in grado di adattare la loro vista a condizioni di illuminazione molto varie. In particolare, a differenza della maggior parte dei pesci, hanno la capacità di adattare le dimensioni delle loro pupille in base alle condizioni di luminosità, e possiedono un lembo estensibile simile ad un paraocchi che protegge la loro vista da un eccesso di illuminazione, garantendo loro sia di un'ottima vista notturna che una buona vista diurna. Questo non esenta l'acquariofilo a prodigarsi a fornire le condizioni di luce più adatte possibili nell'acquario che ospita questi pesci.
Attenzione
Capita a volte di imbattersi in
negozianti poco competenti riguardo ai pesci appartenenti alla famiglia dei
loricaridi. Molti pesci di questa famiglia che si trovano comunemente in
commercio si somigliano tra loro quando sono giovani e una persona poco esperta
potrebbe trovarsi a comperare al posto di un Ancistrus un pesce che magari in
qualche mese diventa lungo 30cm, creando evidenti problemi in acquario.
Solitamente in commercio i loricaridi più diffusi e somiglianti agli Ancistrus
sono i Liposarcus, gli Hypostomus e i Glyptoperichthys gibbiceps.
Queste due specie hanno la caratteristica di crescere molto e di non essere
assolutamente adatti all'allevamento in un comune acquario
domestico.
Oltre alla specie naturale di Ancistrus sono poi diffuse in commercio alcune varietà selezionate che derivano da essa. Esiste una selezione a pinne lunghe (dette anche pinne a velo) e una selezione albina di questi pesci. Entrambe non esistono in natura e sono frutto di selezioni a scopo ornamentale operate dagli uomini:
- La varietà albina è morfologicamente uguale a quella naturale, ma è caratterizzata da una totale assenza di pigmentazione che conferisce al pesce un colore biancastro. Anche gli occhi mancano di pigmentazione e l'iride è rossa. Questa varietà è particolarmente sensibile alla luce eccessiva. La varietà albina si può accoppiare con la specie originaria generando una prole composta totalmente da pesci di colore nero ma portatori del carattere recessivo dell'albinismo.

- La varietà con pinne a velo presenta invece tutte le pinne del corpo particolarmente allungate. Questo, che da alcuni può essere considerato un elemento esteticamente interessante, in realtà rende i movimenti del pesce meno agili e, date le sue abitudini comportamentali, espone l'animale a frequenti ferimenti alle pinne, con un aumento del rischio di infezioni. In natura sarebbe una caratteristica fortemente debilitante.
