Allevamento in acquario

Entrambe gradiscono un'acqua leggermente acida (pH 6,3/6.8) con una durezza che può oscillare tra i 5 e i 10° dGH ed una temperatura di 28° C.
È molto importante mantenere bassa la concentrazione dei nitrati, eseguendo dei frequenti cambi dell'acqua, perché ai nitrati questi pesci sono particolarmente sensibili. 
Sono generalmente vegetariani e si nutrono sostanzialmente delle alghe che crescono sugli arredi e sulle foglie delle piante. Con il loro particolare apparato boccale, dotato di piccoli denti, "raspano" instancabilmente tutte le superfici presenti nell'acquario alla ricerca di cibo, senza disdegnare di nutrirsi anche dei piccoli microrganismi che vivono tra le alghe e che forniscono a questi pesci un'importante apporto di proteine di origine animale.
E' necessario, qualora si voglia ospitare un Ancistrus all'interno del nostro acquario, introdurre anche un pezzo di legno di torbiera che possa fungere sia da nascondiglio (specialmente se è ricco di cavità).
Molti insinuano che glia ncistrus possano usare il legno anche come alimento. Questi pesci sono in grado di nutrirsi della lignina di cui sono composti i pezzi di legno; però
i legni normalmente usati in acquario sono troppo duri per essere sgranocchiati dai pur pevicaci dentini di questi pesci, perciò le fibre di cui essi necessitano devono essere fornite in altri modi, per esempio col cibo. Moltissimi dei più diffusi mangimi in pastiglie per loricaridi contengono quantità sufficienti di fibre alimentari per garantire a questi pesci una corretta funzione intestinale.
La somministrazione del cibo in acquario dovrebbe avvenire principalmente di sera, dopo lo spegnimento della luce, poiché questi pesci sono generalmente notturni e, a causa della concorrenza alimentare di altre specie, rischierebbero di non alimentarsi a sufficienza durante il giorno. Sono particolarmente indicati come cibo principale gli alimenti composti in pastiglia a base vegetale con una somministrazione settimanale di granuli affondanti (ottimi quelli per i Discus) che arricchiranno la dieta con proteine animali. Consigliabile è integrare sia con dei piccoli pezzi di zucchina scottata in acqua bollente (senza sale!) sia con delle larve di chironomidi surgelate. 
Talvolta, durante la ricerca di cibo con il loro particolare apparato boccale, possono danneggiare la delicata lamina fogliare di alcune piante, specialmente del genere Echinodorus, portando alla morte della foglia, che inizialmente apparirà come abrasa per poi marcire nelle zone maggiormente ferite, dove rimarranno in vista solo le nervature. Questo inconveniente spesso è sintomo di una scarsa alimentazione e può quindi essere risolto aumentando sia la qualità che la quantità di cibo. Talvolta però si può incappare in soggetti, specialmente quelli di cattura, che apprezzano in particolar modo queste piante ed in questo caso la soluzione migliore resta quella di scegliere piante poco gradite al loro palato. 
Come materiale di fondo è meglio utilizzare della sabbia di piccola granulometria, poiché questi pesci amano scavare sotto i sassi o le radici delle piccole fosse che utilizzeranno come nascondigli e talvolta anche come siti riproduttivi. 

Gli Ancistrus, come la maggior parte dei pesci appartenenti alla famiglia dei loricaridi, conducono vita solitaria e hanno una territorialità piuttosto spiccata. Da giovani possono convivere tranquillamente nelle vasche di accrescimento degli allevamenti o dai negozianti, ma man mano che raggiungono la maturità sessuale diventano insofferenti nei confronti dei conspecifici e possono farsi seriamente male litigando tra loro. Quindi è bene tenere non più di una coppia (maschio e femmina) di questi pesci in acquari dalla capienza di almeno 60-70 litri. In alternativa, si potrebbe allevare un gruppetto di 5 o 6 giovani per selezionarne in seguito una coppia cedendo poi tutti gli altri. Questo consente di scegliere i soggetti migliori. In ogni caso in un acquario di dimensioni casalinghe sconsiglierei la convivenza di più di un maschio e una femmina. 
Due Ancistrus
possono addirittura uccidersi durante una lite territoriale. Questi pesci sono dotati di spine ad uncino retrattili che in condizioni normali non si vedono perché sono nascoste nella zona delle branchie. Quando però un pesce vuole fare del male ad un suo simile o quando semplicemente si sente minacciato estrae le spine usandole come arma. Durante una lite solitamente i due pesci si affiancano cercando di punzecchiarsi a vicenda. Nei casi peggiori è possibile che la lotta degeneri ed uno dei due soccomba per un colpo ben assestato nella pancia.