Melanoides Tubercolata

Sinonimi e nomi comuni sono Nerita tuberculata, Thiara tuberculata, Thiara tuberculatus, Melania tuberculatus, Melanoides tuberculatus, Live bearer snail, Malayan snail, Red Rimmed Melania, Malaysian trumphet.

Le lumache della specie Melanoides tuberculata sono molluschi dalla conchiglia a forma conica e allungata, con tipicamente 5 spire che si allargano regolarmente, di colore beige-marroncino con delle screziature verticali rosso-ruggine; l'ultima spira in genere è consumata e/o rotta, da qui sono conosciute come "lumache dal guscio a tronco di cono". Possono raggiungere una lunghezza di 3 - 3,5 cm; hanno un piede molto piccolo, ed una specie di muso appuntito, da cui partono le antenne.

Sono lumache acquatiche ed erbivore, diffuse in natura principalmente nelle zone tropicali e subtropicali dell'Africa nord-orientale, dal Marocco e dal Madagascar, fino all'Asia orientale, attraverso Arabia Saudita, Iran, Pakistan, India, Cina meridionale e Indonesia orientale. Sono state inoltre introdotte in tutte le regioni appartenenti all'ecosistema del Golfo del Messico.
Qui è stata sottoposta a studi approfonditi, in quanto vettore di trasmissione di alcuni parassiti pericolosi anche per l'uomo, è infatti organismo ospite di Clonorchis sinensis e Paragonimus westermani, entrambi i quali possono infestare anche gli esseri umani. Perchè si compia il ciclo di vita di questi parassiti le lumache devono essere mangiate da crostacei, e i crostacei mangiati crudi dall'uomo.
Per questo rischio, e per non contagiare gli altri ospiti con altre patologie, è sempre meglio evitare di inserire in acquario lumache prelevate in natura.

L'habitat naturale delle melanoides tuberculata consiste in genere in acque poco profonde (da 1/2 a 1 m.) e con corrente molto debole, dove vivono in un substrato consistente in fango soffice, a volte mescolato a sabbia; è molto resistente al basso tenore d'ossigeno. Viene riportato che in Louisiana nelle zone ricche di detriti e limo tra radici e fitti cespugli di piante acquatiche è stata registrata la presenza di più di 2700 lumache per metro quadrato, e addirittura nelle aree degli estuari dei fiumi in Florida, dominati dalle mangrovie (Rhizophora e Laguncularia racemosa), gli esemplari superano i 37.550 a metro quadrato! (Rif: nis.gsmfc.org).
Sono molluschi notturni, di giorno restano nascosti sotto piante marcescenti o sassi, rintanati sotto il fango o la sabbia.
Tollerano ampi range di valori dell'acqua, e anche un certo grado si salinità; le temperature entro le quali sono diffuse in natura vanno dai 18° ai 25°C., ma viene riportato che esemplari di questa specie sopravvivono agli inverni di Israele sotterrandosi nel fango e ibernandosi.

Sono ermafrodite, e possono riprodursi sia sessualmente che per partenogenesi. Per quanto mi sembrasse incredibile per delle lumache, che nascono col guscio, le melanoides sono vivipare, ossia non depongono uova ricoperte o meno da sostanze gelatinose come le altre lumache, ma partoriscono fino a 50-70 micro-lumachine già formate, lunghe da 1,5 a 2 mm., con un proto-guscio formato da due spirali. Questo è uno dei motivi per cui a volte il loro numero cresce incontrollatamente, mentre per le altre è più difficile, in quanto le uova rimangono per molto tempo alla mercé degli altri pesci e delle altre lumache stesse, che se ne cibano.

In acquario queste lumachine vivono nascoste nella ghiaia o nella sabbia che costituisce il fondo, nutrendosi di detriti, resti di mangime e parti di piante marcescenti, insomma di tutto ciò che trovano nel substrato.
Svolgono tre funzioni molto importanti: la prima è che con il loro passaggio smuovono il materiale di fondo, impedendo la formazione di zone anossiche. Infatti, se il materiale di fondo si compatta troppo, viene impedito lo scambio d'ossigeno con le zone vicine e si formano così zone dure e scure, di colore quasi bluastro, in cui si formano gas pericolosi per i pesci e la vita stessa dell'acquario se venissero in contatto con l'acqua e messe in circolo per l'acquario (grazie magari a qualche intervento dell'acquariofilo che smuova il fondo proprio in quella zona). E' molto difficile che si formino in un acquario ben gestito e ricco di piante, le cui radici di per sè attuano uno scambio anche gassoso con il terreno circostante, ma non si sa mai.

Altra funzione, non meno importante, è quella di essere detrivore, di nutrirsi dei resti del mangime non consumato dagli altri pesci, eliminando quindi una potenziale fonte di inquinamento.
Ultima funzione, non per importanza, è quella esse anche alghivore.

Il problema che possono dare le tubercolata in acquario è che di notte possono predare le uova di ciclidi che depongono in buche sulla sabbia, e che nelle loro perlustrazioni notturne possono scovare le uova deposte in acqua aperta e disperse sul fondo e su piante e arredi da caracidi e ciprinidi (quelle naturalmente che non sono già state mangiate dagli altri pesci e dai genitori stessi).
Vivendo nel fondo, è possibile averne delle vere e proprie infestazioni, ossia vedere il loro numero crescere vertiginosamente, fino a che sembra quasi di avere più lumache che sabbia, ma dovendo vivere tutte lì in genere dopo un po' si autoregolano da sole, e la popolazione regredisce spontaneamente a numeri più accettabili; va da sè che per prevenire tali infestazioni basta una gestione più attenta della vasca: se il loro numero cresce vuol dire che tutte trovano da mangiare, e allora basta dare meno mangime ai pesci, e assicurassi che lo mangino tutto loro, senza che ne vada a finire sul fondo.

Si dice in molti siti che le melanoides vengono usate come campanello d'allarme per le condizioni dell'acqua, in quanto in condizioni di forte inquinamento o carenza di ossigeno escono dal fondo per andare a galla.

Valori bassi di durezza e pH acido non impediscono a queste ed altre lumache di proliferare, nè il loro aumento di numero o la loro diminuzione porta qualche variazione ai miei valori dell'acqua, che per inciso sono: pH 6,5 circa, KH 2 e GH 3.

Le Melanoides tuberculata possono chiudere completamente la loro conchiglia e rimanere all'asciutto per mesi. Addirittura possono venire inghiottite da pesci o volatili e sopravvivere al viaggio nell'apparato digerente del predatore per poi fuoriuscire dal corpo con le feci e magari popolare una nuova zona. Farebbero questo anche prima di morire. Dopo 2-3 settimane dalla morte però la valvola comincerà a disgregarsi, lasciando disperdere in acqua il contenuto della conchiglia, ormai putrescente.
Questo può essere un grosso problema soprattutto se si usa qualche prodotto chimico (ce ne sono molti in commercio, ed hanno grosse controindicazioni) per il loro sterminio: se sono in grande numero e muoiono tutte assieme, è chiaro che dopo un po' i loro resti in decomposizione inquineranno repentinamente e pesantemente l'acquario, provocando non pochi problemi.

Per chi volesse limitarne la presenza:

In un acquario in cui non ci sono delle lumache sono due le possibilità per cui si rischia poi di trovarle nella vasca o le si aggiunge volontariamente oppure arrivano nella vasca sotto forma di uova attaccate alle foglie delle piante.
Accorgersi della loro presenza può essere facile perchè sembrano dei piccoli grappoli di uva attaccati alla foglia e si possono togliere con facilità usando un dito. Se non si vuole ricorrere a questo metodo ci sono due soluzioni per poter eliminare le uova: eliminarle con un bagno in allume o di perganmanato di potassio (KMnO3) oppure mettere le piante nella vasca di quarantena e aspettare (quest'ultima soluzione non è sempre praticabile se non si ha una vasca apposita). 
Non sempre però la prevenzione ha effetto e a volte bisogna combattere contro una possibile invasione e ci sono tre modi per farlo:
· biologico,
· chimico e
· meccanico.

Biocontrollo:
non risolverà mai completamente il problema perchè vi è la legge della compensazione più sono le prede più sono i predatori, e viceversa quindi quindi le lumache saranno tante sarà più facile prenderle, ma quando saranno poche il pesce magari non riesce a trovarle oppure le lumache si sono nascoste dove il pesce non arriva quindi questa battaglia non potrà essere vinta completamente.
Sono consigliabili:
Anomalochromis thomasi
Botia dario,
Botia hymenophysa,
Botia lohachata,
Botia macracanthus,
Botia modesta,
Botia morleti,
Botia sidthmunki,
Botia striata,
Chilotilapia rhoadesi,
Haplochromis placodon,
Lamprologus tetracantus,
Tetradon fahaka strigosus,
Sinodontis.

Attenzione: i botia sono ottimi mangiatori di lumache e sono anche esteticamente molto belli. E' necessario eprò sapere che superano spesso i 30 cm di lunghezza da adulti; anche il bothia macracanthus che è il più diffuso.

Metodo meccanico:
Eliminarle completamente è praticamente impossibile ma si può tentare di limitarne la popolazione.
Si può chiaramente cercare di eliminarle meccanicamente rimuovendole con le mani (se ad esempio di notte tendono a radunarsi sui vetri) o aspirandole con un tubo mentre si fanno i cambi d'acqua. Oppure è possibile preparare delle trappole: una consiste nell'interrare di notte "a filo" con la ghiaia del fondo, un piattino da caffè e posizionarci dentro un pezzettino di carne grande più o meno come un pisello.
Soprattutto le melanoides tubercolata sono attratte dall'odore, e si riuniscono all'interno del piattino. In questo modo si può facilmente rimuovere piattino e lumache contemporaneamente. Altro modo simile è quello di introdurre dei fili con legato all'estremità un pezzettino di carne. Le lumachine si attaccano e ed è possibile praticamente pescarle.
E’ importantissimo ricordarsi di non lasciare pezzetti di carne in vasca perchè marcendo possono inquinare l'acqua.

Metodo chimico:
è il metodo più sconsigliato; si suggerisce di usarlo solo come ultimo estremo tentativo, deve essere usato seguendo scrupolosamente le istruzione che vi sono riportate e sapendo l'esatto contenuto in litri della vasca, in caso di pesci delicati è meglio trasferirli in altre vasche durante il trattamento.In questo caso alla fine ci si trova con una miriade di lumache morte che si decomporranno tutte insieme e spesso il filtro non riesce a stare dietro al picco e l'acqua risulta inquinata. La soluzione ad un problema na crea un'altra.
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