Kenshin ( voto 82/100 )

 

"Rurouni Kenshin" appartiene alla categoria degli shounen manga storici. La vicenda è, infatti, ambientata in un periodo storico ben determinato che è parte integrante della narrazione ed è da tenere in conto per la piena comprensione dei personaggi, come ad esempio dei loro ideali, del loro senso morale, delle speranze e delle delusioni proprie degli uomini e delle donne di quell'epoca. In quanto shounen, l'azione è uno degli elementi chiave della struttura narrativa: il protagonista è un guerriero e guerrieri sono la maggioranza dei personaggi che interagiscono con lui. Il modo stesso di porsi in battaglia o di duellare rivela profondamente la caratterizzazione dei personaggi. Il registro narrativo, infine, oscilla intorno a due poli principali: un humor leggero e gustosissimo (ma mai demenziale) e dei temi e passaggi di grande statura tragica (la sottoscritta leggendo "Rurouni Kenshin" ha riso che era un piacere e si è commossa fino alle lacrime).

Trama:

"Rurouni Kenshin" è ambientato nel Giappone dell'XI° anno Meiji (1878 secondo il calendario occidentali) e ciò che racconta è una grande storia di espiazione e riscatto morale.

Il protagonista è Kenshin Himura, un rurouni (ovvero un samurai vagabondo). Kenshin ha circa 29 anni, chiome rosso sangue, una cicatrice a forma di croce che gli sfregia la guancia sinistra ed un aspetto esile, delicato, inoffensivo come l'umiltà e la gentilezza che contraddistinguono i suoi modi. Ma ciò che soprattutto lo contraddistingue è la spada che porta al fianco: è una katana con la lama invertita (ovvero ha il taglio posizionato al posto del dorso e viceversa) e, di conseguenza, è un'arma che non può tagliare, non può uccidere. Quella spada è il simbolo di un'ammenda morale: Kenshin, nel diventare un rurouni, ha giurato che non avrebbe mai più ucciso, ma invece avrebbe usato la spada a lama invertita per aiutare le persone con cui si sarebbe incontrata la sua strada di samurai vagabondo e così facendo spera di espiare almeno in parte le morti di cui si è macchiato in passato. Dai 14 ai 19 anni, infatti, Kenshin aveva posto la sua spada al servizio degli Imperialisti, i rivoluzionari che portarono alla fine dello shogunato ed alla restaurazione del potere imperiale, segnando l'avvento dell'era Meiji. In quegli anni rivoltosi e sanguinari, nonostante Kenshin fosse solo un ragazzino, l'eccezionale virtuosismo della sua tecnica di spada, gli fece guadagnare la fama del più invincibile e spietato trai samurai imperialisti. Compagni e nemici gli diedero come soprannome 'Battosai' e questo nome, accompagnato dalla nomea di assassino, divenne un mito di insuperabile di forza e crudeltà, ben vivo anche a dieci anni dall'inizio della nuova e pacifica era Meiji.

Nella Tokyo del 1878, la strada di Kenshin si legherà a quella di Kaoru Kamiya (deliziosa diciottenne erede di una scuola di spada), dell'orfano decenne Yahiko Myojin, dell'impetuoso e testardo Sanosuke Sagara e della bella guaritrice Megumi Takani.

Ma nel mese di Maggio quello stesso Governo alla cui venuta aveva contribuito con la propria spada chiede nuovamente i suoi servizi di guerriero: un samurai rinnegato, Makoto Shishio, ha organizzato una propria armata per attuare un colpo di stato. A Kenshin è affidato il compito di assassinarlo. Una missione da sicario per un uomo che ha giurato di non uccidere più.

Kenshin parte per Kyoto, l'antica capitale dov'era nata la leggenda di sangue di Battosai, deciso a fermare Shishio, ma senza ancora sapere se spezzare o meno il suo voto, se tornare o meno ad essere quell'assassino che da dieci anni ha voluto rinnegare... ma quando anche l'estenuante guerra contro Shishio si sarà conclusa, ciò non sarà la fine, ma soltanto l'inizio del capitolo peggiore. Dal passato di Kenshin riappare un uomo. Il suo nome è Enishi Yukishiro e porta con sé odio e vendetta, per una morte straziante consumatasi nel 1864, il segreto inciso nella cicatrice a forma di croce sulla guancia di Kenshin...

Cornice storica:

Le vicende di "Rurouni Kenshin" sono inquadrate in due principali periodi storici: XI° anno dell'era Meiji (1878) in cui inizia e si sviluppa la narrazione del manga, e la fine dello shogunato (Bakumatsu), ovvero gli ultimi quindici anni che segnano la fine del lungo Periodo Edo (1603-1877) e di cui i flashback del manga ci illustrano dal 1864 al 1869 (ovvero gli anni in cui Kenshin ha combattuto come samurai imperialista).

Chi erano gli Imperialisti, anche detti samurai ambiziosi?

Erano i rivoluzionari che lottavano per il crollo del sistema feudale (shogunato) e per riportare ad un autentico potere la figura dell'Imperatore (fino ad allora tenuto in un ruolo di fantoccio).

I motivi politico-economici che portarono allo scatenarsi delle battaglie rivoluzionarie erano principalmente due: da una parte la spaventosa arretratezza civile, legislativa e tecnologica del Paese (il Giappone del XIX° secolo era agricolo e feudale), dall'altra la pressione delle Potenze Occidentali (in primis gli Stati Uniti) che forzavano un'apertura nel tradizionale isolazionismo nipponico.

Idealmente con la restaurazione imperiale si sperava di segnare l'avvento di una nuova era di eguaglianza, pace e prosperità.

La città che più di tutte fu insanguinata dagli scontri rivoluzionari fu Kyoto, allora capitale nazionale, dove anche si consumò il cosiddetto 'Incidente Ikedaya': il 5 Giugno 1864, gli Imperialisti (in particolar modo del Clan Choshu) si riunirono nella locanda Ikedaya per pianificare di incendiarie Kyoto e, durante il caos così generato, rapire l'imperatore e giustiziare gli ufficiali principali dello shogunato. Comunque gli Shinsengumi (ovvero il gruppo di vigilanza con il compito di proteggere Kyoto) scoprirono l'incontro e tesero un agguato ai cospiratori. Nel manga è in seguito all'affare Ikedaya che Kenshin e Tomoe lasciano Kyoto per andare a vivere nelle campagne.

Nel 1868 ci fu la sanguinosa battaglia di Toba Fushimi: questa fu la prima battaglia delle Guerre Boshin, nonché l'ultima battaglia decisiva. Dopo Toba Fushimi, le forze dei Samurai Ambiziosi dominarono e lo shogunato non fu più in grado di contrastarle. Toba Fushimi segna la fine della Rivoluzione e l'inizio dell'era Meiji. Nel manga è a Toba Fushimi che resta in sospeso il duello tra Kenshin e Saito ed è sempre a Toba Fushimi che Kenshin incrocia lo sguardo con Enishi Yukishiro.

Guerre Boshin: sono una serie di guerre e battaglie che si svolsero nel biennio 1868/1869 nel passaggio tra il vecchio shogunato e la nuova era Meiji. E' nel corso di queste Guerre che molte antiche famiglie furono disperse (nel manga ciò accade alla famiglia di Megumi Takani ad Aizu ed a quella di Enishi Yukishiro a Tokyo).

Nel 1868 lo shogun di Kyoto, per evitare nuove lotto intestine, rimise ufficialmente il potere nelle mani del giovane imperatore Matsuhito. Con questa data si segna l'inizio dell'Era Meiji (Era illuminata), un'epoca di grandi trasformazioni, innovazioni ed apertura del Giappone all'Occidente, segnando anche il tramonto dei valori che avevano dominato fino ad allora, quali la via della spada e la figura del samurai (ad esempio, nel 1874 si vara la legge che vieta a tutti di portare armi in città, comprese pertanto le tradizionali katane dei samurai).

I samurai imperialisti furono integrati nel nuovo Governo e ne formarono la nuova classe dirigente, sia ambito sia politico sia militare).

I tre grandi Imperialisti che portarono alla fine dello shogunato furono: Katsura Kogoro (nel manga è il capo di Kenshin), Saigo Takamori e Toshimichi Okubo. Quest'ultimo divenne l'onnipotente Ministro degli Interni e nel manga è colui che chiede a Kenshin di assassinare Shishio. L'assassinio politico di Okubo, il 14 Maggio 1878, è un altro fatto storicamente avvenuto.

L'opera inizia con una classica serie a puntate che ha come protagonista un giovane samurai abilissimo nell'arte della spada e le sue aventure, ma le opere più interessanti sono sicuramente i tre OAV che raccontano le origini del personaggio ed un quarto OAV ispirato alla serie. Nei primi tre OAV, sceneggiatura, disegni, dialoghi, contenuti e trama sono davvero imponenti; nel quarto si ritorna ad una grafica più "infantile" (tipo Slayers), ma il risultato è comunque godibile.