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"Rurouni Kenshin" appartiene alla
categoria degli shounen manga storici. La vicenda è, infatti,
ambientata in un periodo storico ben determinato che è parte
integrante della narrazione ed è da tenere in conto per la piena
comprensione dei personaggi, come ad esempio dei loro ideali, del
loro senso morale, delle speranze e delle delusioni proprie degli
uomini e delle donne di quell'epoca. In quanto shounen, l'azione è
uno degli elementi chiave della struttura narrativa: il protagonista
è un guerriero e guerrieri sono la maggioranza dei personaggi che
interagiscono con lui. Il modo stesso di porsi in battaglia o di
duellare rivela profondamente la caratterizzazione dei personaggi.
Il registro narrativo, infine, oscilla intorno a due poli
principali: un humor leggero e gustosissimo (ma mai demenziale) e
dei temi e passaggi di grande statura tragica (la sottoscritta
leggendo "Rurouni Kenshin" ha riso che era un piacere e si è
commossa fino alle lacrime).
Trama: "Rurouni
Kenshin" è ambientato nel Giappone dell'XI° anno Meiji (1878 secondo
il calendario occidentali) e ciò che racconta è una grande storia di
espiazione e riscatto morale.
Il protagonista è Kenshin Himura, un rurouni (ovvero un samurai
vagabondo). Kenshin ha circa 29 anni, chiome rosso sangue, una
cicatrice a forma di croce che gli sfregia la guancia sinistra ed un
aspetto esile, delicato, inoffensivo come l'umiltà e la gentilezza
che contraddistinguono i suoi modi. Ma ciò che soprattutto lo
contraddistingue è la spada che porta al fianco: è una katana con la
lama invertita (ovvero ha il taglio posizionato al posto del dorso e
viceversa) e, di conseguenza, è un'arma che non può tagliare, non
può uccidere. Quella spada è il simbolo di un'ammenda morale:
Kenshin, nel diventare un rurouni, ha giurato che non avrebbe mai
più ucciso, ma invece avrebbe usato la spada a lama invertita per
aiutare le persone con cui si sarebbe incontrata la sua strada di
samurai vagabondo e così facendo spera di espiare almeno in parte le
morti di cui si è macchiato in passato. Dai 14 ai 19 anni, infatti,
Kenshin aveva posto la sua spada al servizio degli Imperialisti, i
rivoluzionari che portarono alla fine dello shogunato ed alla
restaurazione del potere imperiale, segnando l'avvento dell'era
Meiji. In quegli anni rivoltosi e sanguinari, nonostante Kenshin
fosse solo un ragazzino, l'eccezionale virtuosismo della sua tecnica
di spada, gli fece guadagnare la fama del più invincibile e spietato
trai samurai imperialisti. Compagni e nemici gli diedero come
soprannome 'Battosai' e questo nome, accompagnato dalla nomea di
assassino, divenne un mito di insuperabile di forza e crudeltà, ben
vivo anche a dieci anni dall'inizio della nuova e pacifica era Meiji.
Nella Tokyo del 1878, la strada di Kenshin si legherà a quella di
Kaoru Kamiya (deliziosa diciottenne erede di una scuola di spada),
dell'orfano decenne Yahiko Myojin, dell'impetuoso e testardo
Sanosuke Sagara e della bella guaritrice Megumi Takani.
Ma nel mese di Maggio quello stesso Governo alla cui venuta aveva
contribuito con la propria spada chiede nuovamente i suoi servizi di
guerriero: un samurai rinnegato, Makoto Shishio, ha organizzato una
propria armata per attuare un colpo di stato. A Kenshin è affidato
il compito di assassinarlo. Una missione da sicario per un uomo che
ha giurato di non uccidere più.
Kenshin parte per Kyoto, l'antica capitale dov'era nata la leggenda
di sangue di Battosai, deciso a fermare Shishio, ma senza ancora
sapere se spezzare o meno il suo voto, se tornare o meno ad essere
quell'assassino che da dieci anni ha voluto rinnegare... ma quando
anche l'estenuante guerra contro Shishio si sarà conclusa, ciò non
sarà la fine, ma soltanto l'inizio del capitolo peggiore. Dal
passato di Kenshin riappare un uomo. Il suo nome è Enishi Yukishiro
e porta con sé odio e vendetta, per una morte straziante consumatasi
nel 1864, il segreto inciso nella cicatrice a forma di croce sulla
guancia di Kenshin...
Cornice storica:
Le vicende di "Rurouni
Kenshin" sono inquadrate in due principali periodi storici: XI° anno
dell'era Meiji (1878) in cui inizia e si sviluppa la narrazione del
manga, e la fine dello shogunato (Bakumatsu), ovvero gli ultimi
quindici anni che segnano la fine del lungo Periodo Edo (1603-1877)
e di cui i flashback del manga ci illustrano dal 1864 al 1869
(ovvero gli anni in cui Kenshin ha combattuto come samurai
imperialista).
Chi erano gli Imperialisti, anche detti samurai ambiziosi?
Erano i rivoluzionari che lottavano per il crollo del sistema
feudale (shogunato) e per riportare ad un autentico potere la figura
dell'Imperatore (fino ad allora tenuto in un ruolo di fantoccio).
I motivi politico-economici che portarono allo scatenarsi delle
battaglie rivoluzionarie erano principalmente due: da una parte la
spaventosa arretratezza civile, legislativa e tecnologica del Paese
(il Giappone del XIX° secolo era agricolo e feudale), dall'altra la
pressione delle Potenze Occidentali (in primis gli Stati Uniti) che
forzavano un'apertura nel tradizionale isolazionismo nipponico.
Idealmente con la restaurazione imperiale si sperava di segnare
l'avvento di una nuova era di eguaglianza, pace e prosperità.
La città che più di tutte fu insanguinata dagli scontri
rivoluzionari fu Kyoto, allora capitale nazionale, dove anche si
consumò il cosiddetto 'Incidente Ikedaya': il 5 Giugno 1864, gli
Imperialisti (in particolar modo del Clan Choshu) si riunirono nella
locanda Ikedaya per pianificare di incendiarie Kyoto e, durante il
caos così generato, rapire l'imperatore e giustiziare gli ufficiali
principali dello shogunato. Comunque gli Shinsengumi (ovvero il
gruppo di vigilanza con il compito di proteggere Kyoto) scoprirono
l'incontro e tesero un agguato ai cospiratori. Nel manga è in
seguito all'affare Ikedaya che Kenshin e Tomoe lasciano Kyoto per
andare a vivere nelle campagne.
Nel 1868 ci fu la sanguinosa battaglia di Toba Fushimi: questa fu la
prima battaglia delle Guerre Boshin, nonché l'ultima battaglia
decisiva. Dopo Toba Fushimi, le forze dei Samurai Ambiziosi
dominarono e lo shogunato non fu più in grado di contrastarle. Toba
Fushimi segna la fine della Rivoluzione e l'inizio dell'era Meiji.
Nel manga è a Toba Fushimi che resta in sospeso il duello tra
Kenshin e Saito ed è sempre a Toba Fushimi che Kenshin incrocia lo
sguardo con Enishi Yukishiro.
Guerre Boshin: sono una serie di guerre e battaglie che si svolsero
nel biennio 1868/1869 nel passaggio tra il vecchio shogunato e la
nuova era Meiji. E' nel corso di queste Guerre che molte antiche
famiglie furono disperse (nel manga ciò accade alla famiglia di
Megumi Takani ad Aizu ed a quella di Enishi Yukishiro a Tokyo).
Nel 1868 lo shogun di Kyoto, per evitare nuove lotto intestine,
rimise ufficialmente il potere nelle mani del giovane imperatore
Matsuhito. Con questa data si segna l'inizio dell'Era Meiji (Era
illuminata), un'epoca di grandi trasformazioni, innovazioni ed
apertura del Giappone all'Occidente, segnando anche il tramonto dei
valori che avevano dominato fino ad allora, quali la via della spada
e la figura del samurai (ad esempio, nel 1874 si vara la legge che
vieta a tutti di portare armi in città, comprese pertanto le
tradizionali katane dei samurai).
I samurai imperialisti furono integrati nel nuovo Governo e ne
formarono la nuova classe dirigente, sia ambito sia politico sia
militare).
I tre grandi Imperialisti che portarono alla fine dello shogunato
furono: Katsura Kogoro (nel manga è il capo di Kenshin), Saigo
Takamori e Toshimichi Okubo. Quest'ultimo divenne l'onnipotente
Ministro degli Interni e nel manga è colui che chiede a Kenshin di
assassinare Shishio. L'assassinio politico di Okubo, il 14 Maggio
1878, è un altro fatto storicamente avvenuto.
L'opera inizia con una classica serie
a puntate che ha come protagonista un giovane samurai abilissimo
nell'arte della spada e le sue aventure, ma le opere più
interessanti sono sicuramente i tre OAV che raccontano le origini
del personaggio ed un quarto OAV ispirato alla serie. Nei primi tre
OAV, sceneggiatura, disegni, dialoghi, contenuti e trama sono
davvero imponenti; nel quarto si ritorna ad una grafica più
"infantile" (tipo Slayers), ma il risultato è comunque godibile. |




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