Tratta
dall’omonimo
manga di
Tsutomo
Isumata,
Master
Mosquiton
è una
serie
OVA
datata
1996 che
rivisita
la
figura
del
vampiro
in
chiave
apertamente
comica.
Il
Signore
della
Notte di
turno è
qui il
simpatico
Mosquiton,
vampiro
per un
quarto,
incappato
in una
sorte
ancor
più
ingrata
della
dannazione
eterna:
l’essere
resuscitato
per mano
della
teenager
più
tirannica
e
scostante
della
storia
dell’animazione
nipponica.
La
serie,
composta
di 6
episodi,
è
sceneggiata
da
Satoru
Akahori
e Sumio
Uetake,
diretta
da
Yusuke
Yamamoto,
e si
avvale
dell’ottimo
Kazuo
Ebisawa
(già
nello
staff di
Nausicaa
della
Valle
del
Vento)
alla
direzione
di
fondali.
Le
musiche
sono di
Osamu
Tezuka
(da non
confondersi
con
l’omonimo,
celeberrimo
padre
del
manga)
conosciuto
per le
colonne
sonore
di tutte
le serie
Slayers
(Un
incantesimo
dischiuso
tra i
petali
del
tempo,
in
Italia).
Ecco un
breve
riassunto
della
trama:
L' “O-Parts”,
la
pietra
filosofale,
il
magico
talismano
perduto
in grado
di
regalare
l’immortalità
a chi lo
possiede:
ecco
l’oggetto
del
desiderio
di Inaho
Hitomebore,
ragazzina
diciassettenne
dal
carattere
impossibile.
L’O-Parts
è la sua
ossessione.
Ritrovarlo...
e
presto,
perché
il tempo
avanza
inesorabile
e la
giovinezza
non può
durare
in
eterno...
è per
lei la
missione
della
vita.
Nell’affrontare
l’ardua
ricerca,
la
giovane,
come già
fecero
prima di
lei le
sue ave
streghe,
stringe
un patto
di
sangue
col più
potente
fra
tutti i
vampiri,
il
“Master”.
Insieme
a lui, e
ai di
lui
fedeli
servitori
Honoo e
Yuki,
Inaho
riuscirà
a
rintracciare
l’O-Parts,
ma
capitando
nel bel
mezzo
della
più
antica
di tutte
le
guerre,
quella
tra
l’arcano
Grigori
Yefimovich
Rasputin
e una
misteriosa
entità
aliena
chiamata
“Dio
Stellare”.
In
generale
ho
trovato
questo
anime
decisamente
scadente:
la
grafica
è
mediocre,
come
anche il
sonoro e
l'animazione;
i
dialoghi
sono
poco
curati e
la
sceneggiatura
è
davvero
banale e
poco
curata.
Anche la
comicità
è di
bassa
lega.
In
generale
è un
anime
che
sconsiglio,
nonostante
il
successo
riscontrato
in tv.