Devilman

( voto serie 60/100; voto OAV 91/100 )

Il manga da cui derivano gli OAV:

Devilman nasce come manga nel 1972. Originariamente ideato per fare da supporto cartaceo alla serie animata, ben presto si libera dai vincoli posti dalla Toei Doga per seguire una strada nuova.
Devilman è, probabilmente, l'opera più riuscita di Go Nagai, caratterizzata da uno stile grafico graffiante e, spesso, caricaturistico e da una trama dagli esiti sorprendenti.
Inizialmente il manga segue una struttura a capitoli, all'interno dei quali Akira affronta i demoni uno alla volta (Silen, Jimmen, Zan), ma a metà della serie lo stile cambia radicalmente. Go Nagai comincia a tirare i fili della sua storia sempre più rapidamente, i colpi di scena si susseguono sconvolgendo anche le regole più classiche dell'avventura fino a che il lettore si ritrova senza certezze. La narrazione, allora, si interrompe con bruschi salti temporali che conducono, senza più speranze, all'epilogo.

Devilman è principalmente una storia orrorifica e miscela in sé molti elementi che diverranno tipici nelle saghe del Maestro, ma che non verranno mai più dosate con tanta precisione:
abbondano personaggi buffi con un unico scopo comico, che riflettono la passata stagione Comico-demenziale di Nagai, tratti narrativi che ricordano le storie di avventura e di Robot; Go Nagai utilizza anche un espediente nuovo nella Storia del Manga, ossia inserisce brevi scene, o anche storie più corpose, all'interno delle vicende che, però, restano slegate dalla trama originale e che, cambiando la prospettiva di narrazione, spingono il lettore nella giusta atmosfera.

In breve, il manga racconta la storia di Akira Fudo, un adolescente giapponese, trascinato in un inquietante esperimento dal suo amico di infanzia Ryo Asuka. Ryo, infatti, è a conoscenza di un terribile segreto: i Demoni, gli antichi abitanti della terra, si sono risvegliati dal loro letargo millenario e hanno intenzione di riprendere possesso del pianeta sterminando gli umani che ora lo abitano. Secondo Ryo l'unico modo di combatterli è unire la propria mente e il proprio corpo a quelli di un demone, così da assimilarne i poteri. Durante una moderna riproduzione del sabba organizzata da Ryo, Akira riuscirà a fondersi con uno fra i più forti demoni, Amon. Akira comincerà la sua guerra personale contro i Demoni, in un crescendo di disperazione e di orrori sino all'agghiacciante finale.

La serie animata

l'idea stessa di fondo delle due trame risulta differente:
nel cartone la parte dominante è il demone, Akira infatti è morto e il suo corpo è stato posseduto, mentre nel manga, al contrario, è Akira, l'uomo, a possedere il corpo di un demone.
Poi ovviamente c'è una grande differenza narrativa dovuta alle diverse tipologie di pubblico a cui i prodotti sono rivolti.

In generale possiamo ritrovare alcuni personaggi base come Akira, Devilman, Miky, Tare, i coniugi Makimura, Silen, Ghelmer e Zenon.

L'aspetto di Akira/Devilman è stato semplificato ed adattato. Per lo più sono stati eleminati i tratti più piccoli che avrebbero rallentato il lavoro degli animatori, la testa è stata ingrandita e resa più regolare, le ali sono divenute grani lame a mezza luna, sono stati eliminati artigli e zanne (forse anche per ammorbidirne l'impatto sul pubblico) e la parte inferiore è stata resa completamente umana con piedi più adatti alla produzioni di pupazzi e l'aggiunta di un paio di calzonicini per ovvi motivi. La colorazione è stata adattata in modo discutibile, i colori netti ed accesi comunque sono adatti a rendere più visibile il personaggio, in più il blu della pelle (probabilmente adottato all'ultimo momento), che sostituisce il normale rosa, si presta all'auto-censura delle scene splatter, infatti il sangue è di conseguenza ricolorato di blu scuro o verde.

Per quanto riguarda la parte psicologica nel cartone ritroviamo l'atteggiamento teppistico e violento del protagonista anche se molto più edulcorato ma è totalmente assente ogni senso di responsabilità. Akira nel cartone ride alla vista degli incidenti automobilistici paragonandoli agli autoscontri di un parco-giochi, in realtà non ha interesse per il futuro del genere umano e neppure per il futuro dei demoni, è interessato solo a se stesso e all'oggetto del suo amore. Lentamente capisce l'importanza che Miky attribuisce alla vita delle altre persone e si converte alla causa umana (anche se nell'ultima puntata assistiamo a un suo monologo che suona come "non posso permettere che Godman estingua il genere umano, Miky non me lo perdonerebbe mai!"). Comunque i tratti fondamentali del protagonista sono rispettati: la duplice natura, il ruolo di difensore estremo degli uomini, il coraggio e la forza di volontà che lo spingono allo scontro senza mai arrendersi.

Anche Miki è perfettamente riconoscibile (anche se la sua testa è grande un terzo del corpo e la pettinatura è molto più rotondeggiante) e anche le sua personalità non è troppo differente: entrambe hanno una personalità molto forte e sono coraggiose ma anche frivole e volubili, sono innamorate di Akira e lo fanno capire chiaramente. La principale differenza riguarda il modo in cui vengono presentate, infatti nel fumetto, soprattutto inizialmente, Miki non sembra essere un personaggio del tutto positivo, Nagai ne sottolinea infatti, oltre alla bellezza, l'irresponsabilità e un senso di meschina superficialità. Nel cartone invece Miki è presentata solo come faro verso l'amore e la giustizia, è l'ideale di innocenza a cui Devilman non è in grado di opporsi.

Per quanto riguarda Tare bisogna dire che l'unica reale somiglianza è il nome e il fatto di essere il fratellino di Miki. Non credo che servano commenti per quanto riguarda l'aspetto (chissà poi perchè nel cartone l'abbiano voluto fare così brutto...), in più c'è da notare che mentre nel fumetto il personaggio resta marginale, nel corso della serie televisiva Tare assume un'importanza paragonabile a quella di Akira. Ciò nonostante gli sceneggiatori della televisione hanno di sicuro preso come modello il Tare del manga esasperandone i pochi tratti psicologici descritti, per esempio, nella scena seguente all'episodio dello scontro con Jimmen, quella  con Tare in compagnia di un'amico, dopo che Susumu è andato via con sua "madre", Tare scappa via piagnucolando e urinando perchè ha paura di restare solo al buio e quindi il Tare del cartone non fa altro che farsela sotto ogni volta che si spaventa.

I coniugi Makimura hanno lo stesso aspetto grafico, lo stesso ruolo e sono egualmente poco approfonditi.

Silen la ritroviamo con il nome di Shilaine nel secondo episodio anche se probabilmente è stata fonte di ispirazione anche per la demoniessa della 23° puntata: l'Arpia Bellai. La Silen del cartone risulta graficamente molto simile, solo le parti umane sono ricolorate di blu (come accade anche per Devilman) e le piume le formano un body per coprire le sue nudità. Una altra particolarità sono le mani adunche che sostituiscono gli artigli da uccello originali. Comunque il personaggio è sempre lo stesso ed anche la sua posizione cronologica nella serie fa logicamente presupporre che possa essere stata tratta quando ancora la serie televisiva tentava di seguire la traccia del manga.

Il terzo nemico della serie, Geruge, è Gelmer. Anche se il nome del personaggio della serie può sembrare molto differente se si pensa che Gelmer è la versione americanizzata del nome, mentre in Giapponese il nome suona come Geluma (come accade per Mazinga - Mazinger) o anche Geruma (poichè la R e la L in giappone sono la stessa lettera) si nota che la differenza non è poi molta. In più l'aspetto è identico e, come vale per Silen, appartiene ancora al periodo di contatto fra serie e fumetto. I poteri sono però differenti, non si basano sull'acqua ma sull'acido (anzi, Geruge muore a contatto con l'acqua!)

Il Re demone Zenon, presente nella parte finale del manga, nella serie diviene nemico fisso di Devilman, l'aspetto, almeno proggettuale, è identico (con l'aggiunta di un paio di calzoncini...) anche se poi nella serie non viene mai mostrato per intero (ci sono vari gradi d'ombra, spesso solo un paio d'occhi o un ombra rossa in cui non sembrano presenti le due teste laterali).

Ci sono anche singole scene, come Miki nella vasca da bagno con l'acqua illusoria dell'Apparizione del diavolo che ricorda quella con Ghelmer, o lati di alcuni personaggi che potrebbero aver preso spunto dal manga.

Zoldover, per esempio, ricorda Jimmen con il potere di farsi crescere dietro il volto delle sue vittime, Himura ha alcuni aspetti che lo avvicinano a Ryo (no, non sto bestemmiando!) se non altro nella sua ambigua natura e Petra controlla le persone facendole possodere dai ragni esattamente come il grande Generale Zan.

I lungometraggi

Gli OAV (film ad animazioni) dedicati al fumetto di Nagai sono tre e raccontano con un'animazione di qualità, la storia di Devilman così come fu ideata dalla mente del maestro.  Al loro tempo i primi due film furono un vero e proprio evento e sono tuttora annoverati nell'Eden delle migliori produzioni giapponesi.

Un quarto futuro capitolo non è ancora stato prodotto, dovrebbe presumibilmente trattare dello scontro con Satana e dovrebbe segnare la conclusione della serie (ammesso che si possa realmente riassumere tutti gli eventi dalla morte di Silen in poi in una sola ora di pellicola). Per quanto è possibile sapere, di quest'ultimo OAV sono stati realizzati solo pochi minuti di animazione che, secondo il parere dei pochi fortunati che li poterono vedere, promettono un film realmente apocalittico. Non è dato sapere comunque, nonostante le promesse, se il film vedrà mai la luce.

Il primo volume venne pubblicato in  Italia nel 1989 dalla Granata con il titolo "La Nascita" e nel '96 dalla Dynamic Italia con un nuovo doppiaggio e con il titolo "La Genesi"; qui vengono narrati gli eventi che portano Akira Fudo alla fusione con il demone Amon generando così il primo Devilman.

Per il secondo volume "L'Arpia Silen" si dovette aspettare il 1994 in cui uscì per l'edizione Granata, la seconda edizione, quella a firma Dynamic, fu invece immessa nel mercato subito dopo il primo capitolo, sempre nel '96; in questo nuovo video vediamo Akira/Devilman alle prese con i due generali dell'inferno Jimmen e Silen.

Il terzo volume tratta di Amon. Nel manga di Devilman, dopo lo scontro con Jinmen (da notare che nel manga Devilman affronta Jinmen dopo Silen al contrario che negli oav), Nagai inizia a tirare le somme della sua storia molto velocemente, concentrandosi solo sui fatti salienti e ricorrendo a lunghi salti temporali. L'idea principale di Amon: Apocalypse of Devilman è quella di riempire questi vuoti raccontando una vicenda molto particolare su Akira Fudo. Per questo non aspettatevi una fine, l'oav ci lascia lì dove Nagai riprende la sua storia, con un po' di amaro in bocca per non poter vedere in animazione uno degli scontri più attesi: quello fra Devilman e Satana. In realtà l'oav ci regala uno scontro altrettanto emozionante anche se molto particolare... parlo dello scontro fra Devilman e Amon!!

Il film segue fedelmente il manga tanto da utilizzare in alcuni punti le stesse identiche frasi e le stesse inquadrature, ciò nonostante si possono individuare alcune notevoli variazioni.
La più significativa è certamente l'introduzione in cui viene mostrata la battaglia fra gli angeli e i demoni che nel manga viene solo citata. Viene anche mostrata la morte dei genitori di Akira che nel fumetto non esiste; infatti i genitori dell'Akira del manga sono vivi, in viaggio all'estero. Go Nagai riprenderà quest'idee nel '96 disegnando per la raccolta in volumetti della Kodansha, un introduzione a colori per il manga che riprenderà l'introduzione del film. Dunque i genitori di Akira sono morti uccisi da un demone risvegliato, nel secondo OAV si scopre che il demone in questione è Jimmen: la piccola Sachiko del manga diventa la madre di Akira nel film. Queste modifiche sono decisamente eleganti e spiegano con disinvoltura alcuni passaggi del fumetto che lasciavano perplessi.
Sempre riguardo a Jimmen bisogna notare che nei film questo demone compare prima di Silen mentre nel fumetto l'ordine è contrario. Probabilmente Go Nagai aveva riordinato i suoi demoni secondo l'inquietudine che suscitavano nel lettore, mentre nei film si è preferito un ordine secondo la forza e la spettacolarità dei nemici. Questo è dovuto probabilmente alla diversa impronta secondo cui viene vista la storia. L'apparizione di Jimmen nello svolgersi degli eventi del fumetto ha un ruolo fondamentale, segna infatti il passaggio tra l'iniziale speranza e la disperazione finale, da Jimmen in poi i demoni non sono forti, non è questo l'importante, non sono orgogliosi, sono crudeli e subdoli, onnipresenti e per questo inarrestabili. I due OAV spostano l'attenzione dello spettatore sulla tensione della battaglia incerta, facendo slittare in secondo piano l'atmosfera. Nei film infatti sono state anche rimosse tutte le scene del manga esterne alla storia di Akira, per intenderci gli omicidi compiuti dai demoni in segreto, cosa certamente necessaria per riassumere la storia nelle due ore a disposizione.
Un discorso a parte va riservato alle differenze riguardanti Akira. Questo punto rappresenta il maggior distacco fra il fumetto e il film. Per prima cosa notiamo la differenza di carattere fra l'Akira prima della fusione del manga e quello dell'OAV: nel manga Akira è piagnucolone, pauroso, indeciso, in una parola: vigliacco; nell'OAV invece troviamo un Akira "bambino", fragile e dolce, ma deciso, coraggioso, altruista. Nel manga Akira non conosce il modo di difendere Miky dai teppisti che la vogliono violentare, vorrebbe andare via e si chiede perché lei "lo voglia mettere in mezzo", ma nel film Akira resiste alle catenate infertegli pur di proteggere il piccolo coniglio che i teppisti vogliono uccidere, li affronta in modo passivo, senza violenza, ma con una forza di volontà incrollabile, capace di commuovere. Akira è ingenuo, questo è certo, si chiede il perché delle cose, si chiede cosa può aver fatto di male, ma lo fa in due modi diversi. L'Akira dell'OAV è già un eroe prima della fusione, nel manga no, nel manga Akira è un ragazzo normale, nel manga Akira ha paura, prende coraggio a stento solo per aiutare il suo migliore amico, si lascia guidare, nonostante la sua paura, solo perché Ryo ha bisogno di lui. Nel film Miky ama Akira sin dall'inizio, nel manga si innamora di lui solo dopo la sua trasformazione.
Un altra cosa da notare è il differente incontro con Ryo. Nel manga Akira sta tornando a casa con Miky quando alcuni teppisti iniziano ad infastidirli, Miky è una ragazza decisa e gli risponde in modo tanto tagliente da farli arrabbiare; quando uno dei teppisti l'afferra e la sbatte al muro lei chiede aiuto ad Akira. Il ragazzo non sa che cosa fare ma in quel momento arriva Ryo, fa fuggire i teppisti sparandogli con un fucile da caccia e poi si porta via Akira sotto gli occhi di un'esterrefatta Miky. Nel film Akira si fa ferire dai teppisti per proteggere un piccolo coniglietto mascotte della scuola, Miky arriva a proteggerlo e teppisti si allontanano infastiditi dalla presenza della ragazza. Mentre tornano a casa passando per un parco Akira ferma la ragazza e tenta di fargli la sua dichiarazione d'amore ma in quel momento arriva Ryo, gli ordina di"mollare la ragazza e seguirlo" e si allontana. Miky protesta per l'interruzione inopportuna ma i due ragazzi si stanno già allontanando. Quando Miky li insegue, Ryo la minaccia con un coltello e fa salire Akira sulla macchina. Nel film si suggerisce l'idea dell'interesse "particolare" di Ryo verso Akira sin dall'inizio, nel manga questo non avviene, anche perché all'epoca Go Nagai non aveva ancora inventato la verità su Ryo, che verrà accennata solo molto più avanti.
Diverse sono anche molte ambientazioni, che, specialmente nel secondo film tendono ad essere più cittadine, con ampie panoramiche metropolitane. Alcuni esempi possono essere la corsa di Akira fra i palazzi all'inizio del secondo OAV (che mostra una Tokio fitta di luci e gente), lo scontro con Jimmen (che nel fumetto si svolge all'interno di un parco, ma nel film il luogo dello scontro è un lago sotterraneo fra la rete fognaria e i condotti abbandonati della metropolitana) e lo scontro con Silen (che a differenza del fumetto, in cui si svolgeva integralmente tra i boschi, nel film si svolge in ampia parte all'interno della metropoli).
Solo un ultimo contrappunto; sia il manga che il film sono d'accordo che la prima auto di Ryo è un Audi a quattro porte, ma il Ryo del manga, dopo la distruzione della prima auto, si dovrà accontentare di una piccola utilitaria, mentre il Ryo del film potrà sgommare su un auto sportiva rossa fiammante!

In generale ho trovato la serie un po' troppo fanciullesca e datata, mentre gli OAV sono davvero dei capolavori. Il bello degli OAV e che per una volta i "cattivi" non sono dei puri malvagi, ma solo una razza che vuole sopravvivere dopo "l'invasione umana" della terra. La fine del secondo capitolo è commovente e si è portati a provare pena per i demoni... una cosa che ho trovato geniale.